Lunedì, 25 Ottobre 2021
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LA PROPOSTA

Agenzia calabrese per il lavoro, Pietropaolo: incredibile la reazione di sindacati e consiglieri

«La mia proposta vuole aprire una discussione serena e approfondita sulla necessità di riformare il sistema delle politiche del lavoro»
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Filippo Pietropaolo - Fratelli d'Italia

«Ha dell’incredibile la reazione dei sindacati e di consiglieri regionali rispetto alla presentazione di una mia proposta di legge che ha l’obiettivo di modernizzare e rendere più efficienti la gestione del mercato del lavoro e delle politiche attive nella Regione Calabria. Una proposta che, come ovvio, deve essere discussa nelle sedi istituzionali e passare per il necessario confronto con le parti sociali». Lo ha affermato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Filippo Pietropaolo, dopo la reazione alla sua proposta.

«Non c’è quindi alcun blitz di fine legislatura, ma la volontà - ha spiegato - di avviare fin da subito una discussione su riforme necessarie, anche per adeguare il nostro sistema del lavoro avvicinandolo agli standard delle regioni più avanzate, e adeguandolo ai dettati normativi del jobs act di Renzi, che tra l’altro ha istituito l’Anpal, recuperando il ritardo accumulato per l’inerzia dell’amministrazione di centrosinistra. Noi consiglieri regionali siamo chiamati a svolgere il nostro ruolo fino alla fine del mandato, anche formulando proposte di legge che potranno eventualmente essere ripresentate e discusse nella prossima legislatura. Forse qualcuno ritiene che i consiglieri debbano smettere di lavorare ed essere pagati dai cittadini per dedicarsi a tempo pieno alla campagna elettorale. La mia proposta, che illustrerò nei dettagli nei prossimi giorni, vuole aprire - ha concluso Pietropaolo - una discussione serena e approfondita sulla necessità di riformare il sistema delle politiche del lavoro, della formazione, dell’apprendimento permanente e del sostegno all’autoimpiego, considerato che l’attuale normativa regionale risale al 2001 e si fonda su disposizioni legislative ormai superate e che necessitano di un aggiornamento in considerazione del profondo mutamento del contesto economico e sociale che ha interessato in particolare la Calabria, obbligata anche al rispetto dei vincoli imposti dall’ordinamento dell’Unione europea».

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