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IL CASO

Sanità in Calabria nella bufera, Gaudio rinuncia: nuova grana per il Governo Conte

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Eugenio Gaudio

Dopo appena venti ore, Eugenio Gaudio rinuncia all’incarico di commissario alla Sanità in Calabria. È il terzo passo indietro in meno di due settimane. E riapre un dossier che per il governo si fa sempre più spinoso e imbarazzante, nel giorno in cui in Calabria si registra un record di contagi, con 680 positivi, sette morti e un aumento dei ricoveri in terapia intensiva.

«Ora dovranno passare sul mio corpo per fare le nomine», sale sugli scudi il presidente facente funzione della Regione, Nino Spirlì. Mentre il M5s invoca la definizione di un ruolo per Gino Strada. A questo punto, concordano grillini e renziani, non si può più sbagliare. «Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro», dice Gaudio dopo aver annunciato il passo indietro per «motivi personali».

Il rettore uscente della Sapienza, che è consulente del ministro dell’università Manfredi, «non aveva mai accettato» l'incarico, sostiene dalla Calabria il fratello Roberto. Che la moglie fosse contraria, confermano fonti di governo, l’aveva fatto sapere. Ma di fronte alle crescenti pressioni per la sostituzione di Giuseppe Zuccatelli, politicamente vicino a Leu ma subito finito nella bufera per un video contro le mascherine, lunedì il premier Giuseppe Conte ha deciso di accelerare.

E così, in sequenza, sono arrivate le dimissioni di Zuccatelli, sollecitate da Speranza, e la nomina in Cdm di Gaudio, con contestuale annuncio di un ruolo da affidare a Gino Strada, per la gestione dell’emergenza Covid nella Regione. Tutto a posto? Che qualcosa non andasse, si è capito da subito.

Sia perché Strada ha negato di essere stato indicato per lavorare in tandem con Gaudio, sia per il dissenso subito espresso da una parte del M5s, che da due settimane si batte, con le Sardine, perché a Strada venga affidato il ruolo di commissario. La senatrice pentastellata Bianca Laura Granato arriva ad annunciare l'intenzione di votare contro il decreto per la sanità in Calabria, in dissenso rispetto alla nomina di Gaudio. Ma non serve.

La doccia fredda arriva dal rettore uscente: «Rinuncio all’incarico per motivi personali», dice in un’intervista a Repubblica.it che coglie di sorpresa gran parte della maggioranza e del governo. «Speranza si dimetta», chiedono Matteo Salvini e Spirlì, governatore leghista. Il professore di medicina dice di aver comunicato la sua decisione a Speranza ma il ministro della Salute smentisce con nettezza: i due, fanno sapere dal ministero, non si sono mai sentiti.

Ora per il premier Conte il dossier si riapre, tra le polemiche dell’opposizione e l’insofferenza della maggioranza. Un nuovo Consiglio dei ministri dovrà essere convocato per la nomina del nuovo commissario alla sanità, in una Regione in cui la crisi della sanità è acclarata e le difficoltà legate al Covid sempre più evidenti. M5s e Iv spingono perché l’incarico vada a Strada.

Ma fonti di governo fanno sapere che il fondatore di Emergency non si sarebbe mostrato disponibile a gestire l'intero dossier della sanità calabra, pur essendo pronto a dare una mano. Tra l’altro, spiegano le stesse fonti, Emergency è presente in Calabria e questo potrebbe dar adito a qualche contestazione.

Strada però precisa: «Non ho ricevuto nessuna proposta formale e comunicherò personalmente le mie decisioni attraverso i canali ufficiali se ci sarà qualcosa di reale e concreto da comunicare. Mi sembra che la situazione sia già abbastanza difficile per i cittadini calabresi senza che diventi anche grottesca». Tra Roma e la Calabria iniziano così a rincorrersi nomi di possibili nuovi commissari.

Si citano Francesco Paolo Tronca, già commissario nella capitale, e Jacopo Marzetti, avvocato romano e garante dell’Infanzia del Lazio. Salvini propone il professor Pellegrino Mancini, responsabile dei trapianti in Calabria. «Strada è disponibile, si nomini lui», continuano a insistere fonti calabre del M5s.

Il prossimo, sarà il quarto commissario alla sanità della Regione in due settimane, dopo il caso dell’uscente Cotticelli, che in tv dichiarava di non sapere di dover fare un piano per il Covid. Sono già stati fatti «troppi errori», dice Ettore Rosato: «ora si rifletta bene». «I ministri del M5s hanno sempre mostrato collaborazione con le indicazioni dei competenti dicasteri ma ora occorre procedere senza altri passi falsi», dichiara Alfonso Bonafede per il M5s.

Il dito è puntato contro Speranza, con un fuoco di fila che parte dalla Lega, ma anche contro Roberto Gualtieri, che formalmente firma la nomina, e contro Gaetano Manfredi, di cui Gaudio è consulente. Il Pd non commenta, «come dall’inizio della vicenda». Mentre fonti parlamentari di sinistra spiegano che è stato Conte a gestire il dossier, dopo l’esplosione del caso Zuccatelli. Palazzo Chigi ufficialmente tace ma nelle prossime ore si attende una soluzione.

Sapendo che Spirlì è sempre più sulle barricate: «Basta ispettori governativi ne abbiamo le scatole piene. Non arriva la nomina di Strada perché dovranno passare sul mio corpo per fare le nomine, non abbiamo più bisogno di commissari». «La Calabria non merita questo governo di incompetenti», si indigna Giorgia Meloni.

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