Venerdì, 13 Dicembre 2019
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I NOMI

Regionali, Talarico rinuncia: in Calabria tanti candidati poche certezze

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Maurizio Talarico

L'imprenditore Maurizio Talarico, noto come "il re delle cravatte", ritira la propria candidatura alla presidenza della Regione Calabria.

Lo ha annunciato, con una dichiarazione, lo stesso imprenditore. "Ringrazio il Pd, nella persona del segretario Nicola Zingaretti e del coordinatore per il Sud Nicola Oddati - afferma Talarico - per avere individuato nella mia persona indipendente e della società civile il candidato a presidente per le elezioni regionali in Calabria. Preciso a tale riguardo che, da una mia iniziale indisponibilità a candidarmi per motivi improcastinabili di lavoro, sono stato richiamato dal Pd, nelle persone di Zingaretti e Oddati, chiedendomi nuovamente la disponibilità".

"La mia non è mai stata un auto candidatura ma un'indicazione di superamento sia per le questioni interne al Pd, sia per un richiamo verso i Cinquestelle per i valori che denotano la mia persona, essendo un elemento indipendente della società civile distante dai partiti. Nonostante la consapevolezza di una competizione non facile, ho sentito il cuore, ho messo da parte il lavoro, gli affetti, l'amore per la 'mia' terra, dove di fatto si trovano le mie radici, e mi sono proposto a tutte le forze riformiste di governo e al Movimento 5 stelle come candidato civico e di superamento delle vecchie logiche, credendo in un'immediata convergenza sia da parte del Pd che dei 5 stelle ai quali mi accomunano le battaglie sulla legalità, rinnovamento e rilancio del territorio".

"Negli ultimi giorni - dice ancora l'imprenditore - abbiamo assistito ad una rocambolesca trattativa fra il Pd e il Movimento 5 stelle per la scelta di un candidato unitario a presidente. Tale fase di accordi e mediazioni ha visto definitivamente tramontare un accordo, con la presenza di un Pd spaccato che vede una parte della dirigenza seguire l'ex governatore Oliverio e l'altra rimanere sotto il simbolo del partito. Tali situazioni portano, di fatto, a scarse possibilità di competitività. I tempi sono diventati ormai troppo corti e vicini alla scadenza delle elezioni, con le feste natalizie di mezzo. I processi lenti, le strategie errate, le attese di accordi fra il Pd e i 5 stelle, che non sono maturati, hanno bruciato i tempi necessari per attuare strategie vincenti. I calabresi sono un grande popolo, ma la maggioranza sono delusi. Se non si inizia da un serio e visibile rinnovamento della classe dirigente in tutti i partiti, prima o poi ci sarà il fallimento della Calabria. Finora non ho assistito ad un ricambio della classe dirigente. La stragrande maggioranza dei politici che hanno portato la Calabria al dissesto ancora è in auge. Ringrazio tutti i miei corregionali che in questi giorni mi hanno sostenuto ed incitato a scendere in campo, ma purtroppo non ci sono le condizioni per farlo".

Con la rinuncia di Talarico ma la discesa in campo del docente universitario Francesco Aiello per il Movimento 5 Stell,e cresce il numero dei candidati alla presidenza della Regione Calabria per le elezioni in programma il 26 gennaio.

Il quadro politico calabrese al momento registra ancora varie incertezze, al punto che non sono esclude più candidature nel campo del centrodestra e del centrosinistra. Intanto, il presidente della Regione Mario Oliverio va avanti da solo e inaugura martedì a Lamezia il suo comitato elettorale.

Nel primo schieramento, da tempo ha lanciato la sua candidatura alla presidenza della Regione il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, indicato da Forza Italia. Sul nome di Occhiuto, tuttavia, non c'è la condivisione nè della Lega nè di Fratelli d’Italia. In ogni caso, in Calabria la designazione del candidato governatore spetta a Forza Italia, che sta valutando ipotesi alternative a Mario Occhiuto.

Anche nel centrosinistra la situazione è ancora molto fluida: con la rinuncia di Talarico e il governatore uscente, Mario Oliverio, appoggiato da una parte del Pd e da altre forze del centrosinistra, che ha riproposto la sua candidatura, non sostenuta però dalla segreteria nazionale democrat guidata da Nicola Zingaretti, che, tramontata definitivamente la possibilità di un’intesa con il M5S, è alla ricerca di un proprio candidato alla presidenza della Regione.

Alle Regionali del 26 gennaio, infine, correranno in autonomia il geologo Carlo Tansi, già direttore della Protezione civile regionale, con «Tesoro Calabria», Giuseppe Nucera, già presidente di Confindustria di Reggio Calabria, con «La Calabria che vogliamo», e Francesco Di Lieto con il Codacons.

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