Mercoledì, 23 Settembre 2020
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COSENZA

Il Parco acquatico di Rende rimane chiuso, la società di gestione cerca partner

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Non è nato, evidentemente, sotto una buona stella il parco acquatico “Santa Chiara di Rende”. Dopo le note vicissitudini dei mesi scorsi, il 30 luglio il sindaco Manna ha affidato la nuova gestione temporanea alla società “Eventi De.Do” di Alfredo De Luca. Una specie di ripartenza, sebbene - come specificato nella determina 317 - si tratti di una gestione a tempo, in attesa del nuovo bando pubblico di carattere internazionale che dovrebbe avere luogo non prima di gennaio/febbraio 2021. Ebbene, a distanza di giorni, le porte del parco acquatico sono ancora chiuse. C'è qualche problema? Difficile ancora dirlo ma pare che il giovane imprenditore, vincitore della manifestazione d'interesse, si sia recato in Comune per avere tutta la documentazione della struttura e, parimenti, stia chiedendo aiuto in città per la gestione.

Per essere più precisi: la società pare abbia chiesto supporto logistico ad esempio per la gestione del bar, nella zona balneare ed all'ingresso del parco. Uno dei bar più conosciuti in città, oltre che padre di una consigliera comunale, dovrebbe aderire all'iniziativa. Altre “forze” esterne potrebbero invece servire per l'utilizzo delle altre zone: la Spa, la palestra, l'auditorium. Le idee ci sono tutte, serve partire. Resta poi sospesa la questione del personale. Si riutilizzeranno quelli che hanno lavorato con la precedente gestione? La risposta è negativa, supportata anche dal mancato requisito non inserito in fase di manifestazione d'interesse. “Solo per gli 11 lavoratori che hanno presentato diffida si sono calcolati 85.000,00€ di stipendi non pagati. A questi 11 vanno aggiunti altri che non hanno fatto vertenza perché parenti o amici o amici di amici del "gestore senza mandato". A questi vanno aggiunti i lavoratori in nero, chi ha prestato servizio di guardiania interna ed esterna, chi si è occupato dell'animazione e chi si è occupato della pulizia del parco. Ovviamente ci sono i debiti verso fornitori e le utenze fino a dicembre 2019 e quelle da gennaio 2020 fino ad oggi. Poi ci sono da sommare i debiti verso i nuovi lavoratori assunti a giugno 2020 che dovevano essere pagati il 15 luglio”, questa la situazione lasciata dai precedenti gestori.

L'articolo completo sulla Gazzetta del Sud, edizione di Cosenza

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