Mercoledì, 13 Novembre 2019
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SANITÀ

"Infiltrazioni mafiose": sciolta l'Asp di Reggio, si insedia una commissione straordinaria

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L'Asp di Reggio Calabria

L'Asp di Reggio sciolta per infiltrazioni della 'ndrangheta. Nella seduta del Consiglio dei ministri dello scorso 7 marzo, è stato deliberato lo scioglimento dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria e l’affidamento della gestione ad una commissione straordinaria composta da Giovanni Meloni, Maria Carolina Ippolito e Domenico Giordano.

Nelle more del perfezionamento della procedura di scioglimento con la firma del presidente della Repubblica, il prefetto Michele di Bari, con proprio provvedimento del 12 marzo, ha disposto la sospensione dell’Organo di direzione generale dell'azienda e ha incaricato della gestione provvisoria dell'Ente la predetta commissione.

"Lo scioglimento dell’ASP di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose conferma il quadro che ho descritto giorni fa. Il governo non fa un passo indietro e continua il suo impegno per cambiare radicalmente la sanità calabrese a dispetto di chi si avvantaggia di questa situazione". È il tweet della ministra Giulia Grillo, che conferma ancora una volta la "linea dura" per la sanità calabrese.

"In Calabria "il quadro e' veramente allarmante, penso quindi che il decreto in questo momento sia una delle cose più urgenti che il Consiglio dei ministri dovrà approvare. Sto andando a parlare con il presidente Conte proprio di questo perché sono molto preoccupata per la situazione calabrese". Lo ha detto il ministro della Salute, Giulia Grillo, a margine di un evento al ministero, parlando della sospensione dell'organo di direzione generale dell'Asp di Reggio Calabria a causa di infiltrazioni mafiose. "Con i miei commissari - ha aggiunto - sono arrivata a valutare anche una situazione di disastro economico mostruoso, tutte le aziende sanitarie e ospedaliere hanno chiuso i bilanci in negativo di decine di milioni di euro". Il ministro ha poi sottolineato che "il 7 marzo è stata sciolta per infiltrazione mafiosa l'Asp di Reggio Calabria e questo conferma come avevo già detto la gravità della situazione calabrese che purtroppo vi anticipo - ha proseguito - non riguarda solo questa Asp ma riguarda anche altre aziende sanitarie". Per quanto riguarda i tempi "sono solo tecnici, è un decreto importante e quindi bisogna scriverlo bene. Lo stiamo limando e spero - ha concluso - che nell'arco di una decina di giorni vedremo il risultato".

Quello adottato oggi dal Consiglio dei Ministri è il secondo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’Azienda sanitaria di Reggio Calabria. Un analogo provvedimento era già stato adottato dal Governo nel 2008. Nello scorso autunno, inoltre, la stessa Azienda sanitaria di Reggio Calabria era stata commissariata dall’allora Commissario per il piano di rientro dal deficit sanitario per la Calabria, Massimo Scura, con la nomina a commissario dello stesso Scura, «a causa del perpetrarsi - fu scritto all’epoca nel relativo Decreto - della grave situazione di cattiva gestione caratterizzata da un immobilismo amministrativo e gestionale che ha impedito la possibilità di mettere ordine alla situazione pregressa, addirittura aggravandola».

Il commissario Scura motivò la propria decisione anche con "la necessità urgente e improcrastinabile di garantire un’immediata ed efficace azione di riordino dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, prevedendo l'individuazione di una competenza specifica per la gestione delle numerose ed eccezionali criticità che interessano la stessa, tra le quali, oltre a quelle segnalate dai Ministeri competenti, rivestono una particolare importanza quelle relative ad accertamenti e indagini promosse sia dalla Prefettura, su delega del Ministro dell’Interno, che dalla magistratura penale e contabile».

A motivare il Commissariamento fu, inoltre, «il mancato raggiungimento di obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi definiti nel quadro della programmazione regionale, con particolare riferimento all’efficienza, all’efficacia, alla sicurezza, all’ottimizzazione dei servizi sanitari ed al rispetto degli obiettivi economico-finanziari e di bilancio». Lo scioglimento per condizionamenti della criminalità organizzata fu adottato dal Consiglio dei ministri nel 2010 anche per l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia.

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