Domenica, 29 Novembre 2020
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Home Foto Cronaca Aste truccate nel Cosentino, i timori dell’avvocato: «Non usate whatsapp» - Nomi e foto degli arrestati

Aste truccate nel Cosentino, i timori dell’avvocato: «Non usate whatsapp» - Nomi e foto degli arrestati

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La paura delle intercettazioni. E il timore d’essere scoperti. Il “capo” del sodalizio, Giuseppe Andrea Zangaro, comunica all’avvocato Alfonso Petrone, di aver «mandato il whatsapp di quell’assegno che va corretto» e il legale risponde mostrando preoccupazione e invitando l’interlocutore ad una maggiore prudenza.

Sono i retroscena - descritti sulla Gazzetta del Sud oggi in edicola - dell'inchiesta White collar che ieri ha portato a 16 arresti fra avvocati, professionisti e dipendenti pubblici fra Castrovillari e Corigliano Rossano.

«Tutto è intercettabile» afferma Petrone ignaro d’essere ascoltato dai finanzieri «per questo non usate tutti sto whatsapp, tutte queste comunicazioni cercate di, diii, il minimo indispensabile... tutti questi whatsapp, tutte queste cose, sono tutte intercettabili... non ce ne sono comunicazioni non intercettabili. Lo sai che non erano intercettabili soltanto i fax... che il fax o lo intercettavi nel momento in cui quello lo spediva, cioè ti trovavi quella linea, la stavi controllando o altrimenti non potevi più fotterla, quella linea. Ma da quando hanno fatto questa messaggistica è tutta recuperabile sempre, per questo ti dico sempre: non fare tutti questi messaggi continui per fare ogni cosa, che poi non si sa mai se a qualcuno gli brucia il culo... ed a me... perché i messaggi sono tutti individuabili, hai capito?».

Ma c’è di più. L’avvocato Petrone avvisa la collega Luisa Faillace della possibilità che vi sia una indagine in corso e che alcuni dei presunti sodali vengano intercettati dalle forze dell’ordine. «No, ma non fare chiamate di la, eh! A qualcuno, a qualcuno non lo chiamare... hai capito?». E l’avvocatessa risponde: «E quindi abbiamo avuto i telefoni sotto controllo!? Non ho capito?». Era proprio così.

In carcere sono finiti: Giuseppe Andrea Zangaro; Giorgio Alfonso Le Pera; Carmine Placonà; Alfonso Cesare Petrone; Luisa Faillace; Giovanni Romano; Carlo Cardile; Carlo Plastina; Antonio Guarino. Agli arresti domiciliari: Francesca De Simone; Antonio Aspirante; Vincenzo Anania; Patrizia Stella; Alfredo Romanello; Luigia Maria Caruso; Rocco Guarino.

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