Sabato, 16 Novembre 2019
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RELIGIONE

Paravati, in migliaia nella villa della Gioia per ricordare Natuzza

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In migliaia - nonostante l’assenza di celebrazione religiose nella Villa della Gioia –stanno affollando sin dalle prime ore di questa mattina le vie di Paravati e il viale della salvezza della fondazione umanitaria per ricordare l’arrivo il 13 novembre del 1993 della statua della Madonna, realizzata su indicazioni di Natuzza Evolo.

Un giorno quello di oggi che ha segnato un pagina importante nella storia di Mileto e della fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime” di Paravati, voluta dalla mistica con le stimmate. Un momento dal significato profondo di cui tanti ricordano ancora oggi, in particolare, la gioia di quei momenti di Fortunata Evolo e le migliaia di persone assiepate lungo le strade del paese, in attesa dell’arrivo della sacra immagine.

Da sottolineare che all’assenza delle celebrazioni nella “casa” di Natuzza per via del divieto di culto scaturito dalle contrapposizioni in atto tra l’ente morale di Paravati e la Curia vescovile hanno, comunque, sopperito una serie di celebrazioni particolarmente partecipate che si sono tenute nella chiesa della Madonna degli Angeli, di cui è parroco don Domenico Muscari.

Nel pomeriggio, inoltre, alle 16, presso la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” è prevista, la prima esecuzione calabrese della rappresentazione sacra “Le sette parole di Maria” del compositore calabrese Francesco Perri con i testi e le meditazioni del poeta campano Francesco Terrone. La tappa di Paravati giunge dopo quelle di Assisi, Roma, Treviso e Salerno. Previsto per l’evento il pubblico delle grandi occasioni per un momento che vuole anche essere di intensa spiritualità e un omaggio alla Vergine Maria e alla Serva di Dio. Alle 18 è, inoltre, in programma una nuova celebrazione conclusiva della giornata sempre nella chiesa della Madonna degli Angeli. Incessanti infine sin dalle prime ore della mattina le visite alla tomba della Serva di Dio di pellegrini provenienti da ogni angolo d’Italia.

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