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Emergenza rifiuti in Calabria, proroga all'utilizzo degli impianti all'esame del Consiglio

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Arriva all'esame del Consiglio regionale in programma per oggi una nuova proroga all'esercizio degli impianti privati di trattamento dei rifiuti urbani. Si tratta di un provvedimento necessario - si sostiene all'interno della maggioranza di centrodestra - per scongiurare il default di un sistema già deficitario.

La proposta di legge, “ammantata” da un linguaggio burocratese, porta la firma dei consiglieri Pietro Molinaro (Lega), Giuseppe Neri (Fratelli d'Italia), Nicola Paris (Udc) e Vito Pitaroi (Santelli Presidente). Il titolo dice poco se non nulla: “Proroga termini. Modifiche all'articolo 2.bis della legge regionale 12 aprile 2013 numero 18 (è la legge rubricata “Cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti. Disciplina transitoria delle competenze regionali e strumenti operativi”): in pratica, questa proposta di legge prevede di prorogare di un altro anno e mezzo, fino al 31 dicembre 2021, la possibilità di «integrare le autorizzazioni all'esercizio degli impianti privati di trattamento dei rifiuti urbani», che altrimenti scadrebbero nella giornata di domani.

Nella relazione illustrativa alla proposta di legge Molinaro-Neri-Paris-Pitaro (Vito) si ricorda che «il Piano regionale di gestione dei Rifiuti, approvato con deliberazione del Consiglio regionale 156/2016, ha individuato gli interventi necessari al completamento e ammodernamento dell'impiantistica pubblica di trattamento dei rifiuti urbani (impianti e discariche di servizio) per raggiungere, entro il 2020, l'autosufficienza nel trattamento dei rifiuti urbani in ciascuno dei 5 Ambiti territoriali ottimali, coincidenti con i confini amministrativi delle province calabresi».

«Nelle more della realizzazione dell'impiantistica pubblica - proseguono i proponenti - , l'articolo 2 bis della legge regionale 12 aprile 2013, numero 18 rubricata “Cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti. Disciplina transitoria delle competenze regionali e strumenti operativi” consente, sino al 30 giugno 2020, di integrare le autorizzazioni all'esercizio degli impianti privati di trattamento dei rifiuti urbani presenti sul territorio regionale con l'aggiunta in via temporanea dei codici identificativi dei rifiuti urbani. Il nuovo termine temporale deve tenere conto della revisione del Piano di gestione dei rifiuti alle direttive del pacchetto dell'economia circolare per come stabilito dall'ordinanza del presidente della Regione numero 45/2020».

Resta da capire se il centrosinistra in Aula voterà a favore della proroga (l'ennesima), in un comparto in perenne emergenza. La svolta annunciata e attesa ancora non si vede, basta osservare le immagini di cumuli di spazzatura disseminati in diverse città di questa regione. E la deregulation che si registra rischia soltanto di favorire i privati che sui rifiuti hanno costruito il proprio business.

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