Lunedì, 28 Settembre 2020
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Rinunce, veti e divisioni: per le regionali in Calabria candidature ancora in alto mare

A poco più di due mesi dalle elezioni, restano ancora in alto mare le candidature alla presidenza della Regione Calabria.

Tra indisponibilità - come l’ultima in ordine di tempo, quella dell’imprenditore vibonese Pippo Callipo nei confronti del M5s - rinunce, veti e divisioni interne ai singoli partiti, nessuno schieramento ha ancora ufficializzato il proprio leader in vista delle Regionali che si terranno, in contemporanea con l’Emilia Romagna, il 26 gennaio, la data annunciata dal governatore Mario Oliverio, anche se ancora manca il decreto ufficiale di fissazione del giorno delle elezioni.

Secondo gli analisti politici, nelle prossime ore e nei prossimi giorni il quadro calabrese dovrebbe registrare delle schiarite, ma intanto né il centrodestra, né il Pd con il centrosinistra né il Movimento 5 Stelle hanno definito candidati e perimetro delle alleanze.

Nel centrodestra si registra ancora il «braccio di ferro» tra Forza Italia e Lega sul nome di Mario Occhiuto, il sindaco di Cosenza che gli azzurri hanno designato quale candidato a governatore ma che la Lega, attraverso varie uscite del suo leader Matteo Salvini, ha già «stoppato» a causa del coinvolgimento del primo cittadino cosentino in alcune vicende giudiziarie, e inoltre su Mario Occhiuto ci sono anche le perplessità di Fratelli d’Italia.

In Calabria, l’indicazione del candidato presidente della Regione per il centrodestra spetta comunque a Forza Italia, che sta valutando ipotesi alternative a Mario Occhiuto, compresa quella del fratello Roberto, vicecapogruppo forzista alla Camera, ma tra i «papabili» c'è anche il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo.

Nei prossimi giorni si attende, tra il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e Salvini, una nuova interlocuzione, ritenuta quella decisiva da ambienti del centrodestra calabrese.

Molto più frastagliata, invece, è la situazione nello schieramento del Pd e del centrosinistra, complice anche l’incertezza che nelle ultime settimane ha riguardato la possibilità di un’intesa, anche in Calabria, sulla falsariga del precedente in Umbria, tra Pd e M5S, possibilità che sembra ormai tramontata per le «resistenze» dei pentastellati.

I democrat e la coalizione sono letteralmente spaccati in due, dopo che il governatore uscente, Mario Oliverio, ha deciso di ripresentare la sua candidatura trovando però il no, totale e definitivo, della segreteria nazionale del Pd guidata d Nicola Zingaretti: Oliverio, sostenuto da vari circoli del Pd e da altre forze di centrosinistra, resta in campo, mentre i democrat stanno lavorando all’individuazione di un candidato governatore dal profilo civico.

Ma c'è grande caos anche nel Movimento 5 Stelle, che negli ultimi giorni ha dovuto incassare tre no da altrettanti papabili candidati, quelli del presidente dell’associazione internazionale Isde, Ferdinando Laghi, uno dei massimi esperti italiani nelle tematiche ambientali, dell'imprenditore e testimone di giustizia Pino Masciari e adesso dell’imprenditore Pippo Callipo, che non avrebbe riscontrato, allo stato, dopo una prima disponibilità, le condizioni per ricandidarsi dopo l’esperienza del 2010.

In questo contesto estremamente confuso, inoltre, il Movimento 5 Stelle, dopo aver praticamente affossato l’idea di un accordo con i democrat in Calabria, in queste ore sta persino valutando la possibilità di non concorrere alle Regionali in Calabria per il timore di un nuovo «flop» dopo quello in Umbria: la parola finale sul percorso dei pentastellati comunque è demandata a una riunione che i portavoce calabresi avranno, probabilmente entro fine settimana, con il capo politico Luigi Di Maio.

In definitiva, al momento sono solo due i punti fermi delle Regionali in Calabria: le candidature, in autonomia, del geologo Carlo Tansi, già direttore della Protezione civile della Regione Calabria, che guiderà la lista «Tesoro Calabria», e di Giuseppe Nucera, già presidente di Confindustria di Reggio Calabria, che correrà con «La Calabria che vogliamo».

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