Giovedì, 21 Novembre 2019
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SANITA'

Decreto Calabria, tagliato il “bonus trasferta” ai nuovi manager. La Nesci si dimette

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Camera dei deputati

Il decreto Calabria sarà in parte riformulato. Lo ha annunciato la relatrice deputata Dalila Nesci alla Camera, dove stamattina è ripresa la discussione sugli emendamenti al Decreto legge che introduce una serie di deroghe alle norme che regolano la gestione della sanità, con particolare riguardo ai vertici delle aziende sanitarie calabresi. Nesci ha infatti chiesto di accantonare alcuni articoli sui quali sta intervenendo con delle modifiche.

La deputata pentastellata, nel pomeriggio si è però dimessa da relatrice sul decreto sanità Sanità Calabria. Al suo posto la presidente della commissione Affari Sociali, Lorefice. Lo ha comunicato all’Aula il presidente di turno, Fabio Rampelli, alla ripresa dei lavori alle 18.30

Il dibattito odierno finora è stato incentrato sulle critiche delle opposizioni alle deroghe previste dal decreto. Soprattutto viene contestata quella che ammette la possibilità di nominare commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere dei soggetti non inclusi nell’Albo nazionale.

Una deroga che diversi deputati ritengono formulata ad personam proprio per poter consentire l’affidamento dell’incarico al collaboratore della relatrice Nesci, Gianluigi Scaffidi, sulla cui indicazione ieri si era scatenata la bagarre, ipotizzando un conflitto di interessi che la stessa ministra Grillo ha negato, senza però poter evitare il dietrofront e l’annuncio che a quella nomina avrebbe per il momento rinunciato.

Il dibattito odierno finora è stato incentrato sulle critiche delle opposizioni alle deroghe previste dal decreto. Soprattutto viene contestata quella che ammette la possibilità di nominare commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere dei soggetti non inclusi nell’Albo nazionale. Una deroga che diversi deputati ritengono formulata ad personam proprio per poter consentire l’affidamento dell’incarico al collaboratore della relatrice Nesci, Gianluigi Scaffidi, sulla cui indicazione ieri si era scatenata la bagarre, Ipotizzando un conflitto di interessi che la stessa ministra Grillo ha negato, senza peró poter evitare il dietrofront e l’annuncio che a quella nomina avrebbe per il momento rinunciato.

Contestato dall’Aula anche il ripescaggio dei “pensionati” che in deroga alla legge vigente il Decreto autorizza a nominare. Tranciante è stata la deputata Elena Carnevali del PD nell’affermare che il governo mentre da un lato introduce la pensione quota 100 per fare spazio ai giovani dall’altro recupera soggetti in quiescenza per formare quella che definisce “una Bad Company” i cui debiti li pagheranno i contribuenti. Un punto controverso: c’è infatti chi obietta, in Forza Italia, che l’esperienza dei pensionati non possa essere sottovalutata. Durissime le critiche alla Nesci che “dopo la discussione di ieri continua a parlare di moralità - dice Maria Tripodi di Fi - mentre in realtà si sta varando una norma che sancisce il “poltronificio”.

Cruciale la parte economica del Decreto, definito “tracotante pagliacciata” dalla deputata Bruno Bossio. “Smettete di criminalizzare la Calabria” avverte, censurando l’articolo che esautora la Stazione unica appaltante della regione (Sua) affidando gli appalti della sanità calabrese alla Consip, presupponendo così un’opacità della Sua. “Qui si vogliono escludere le piccole aziende calabresi per favorire quelle del nord, dove oggi più che in Calabria regnano le mafie”, osserva Bruno Bossio. L’esclusione della Sua dalla gestione degli acquisti di beni e servizi a favore dei bandi Consip è uno degli aspetti più controversi del provvedimento: “Il governo vuole mettere in ginocchio oltre 100 piccole aziende calabresi, messe fuori gioco dall’affidamento delle convenzioni a Consip”. “State delegittimando un organo nato proprio dal bisogno di trasparenza e legalità in Calabria. Forse perché i beni e servizi vanno comprati altrove e non in Calabria”, insiste Santelli.

Importante svolta alla ripresa pomeridiana dei lavori, quando la relatrice Nesci, prima delle dimissioni, annuncia che alcuni emendamenti tecnici proposti da Viscomi, Ferro, Santelli ed altri saranno recepiti nel decreto. Pertanto viene soppressa la previsione dell’indennità aggiuntiva di 20mila euro per i commissari delle aziende sanitarie non residenti in Calabria, la cosiddetta “tassa Calabria” o “bonus trasferta”. Inoltre i cinquantamila euro di compenso aggiuntivo ai commissari “forestieri” saranno subordinati alla valutazione positiva dei risultati raggiunti, dinque legati concretamente al merito.

"Ho sempre svolto con correttezza, dedizione e spirito di servizio gli incarichi ricevuti". Così la deputata del M5s Dalila Nesci ha annunciato in Aula di essersi dimessa da relatrice del decreto Calabria. A chiedere un passo indietro era stato, nel pomeriggio, il Pd per via del presunto conflitto di interessi con uno dei potenziali commissari delle aziende sanitarie della Regione, Gianluigi Scaffidi.

«In queste ore ho subito tanti attacchi e qualcuno ha cercato di buttare ombre sul mio operato e la mia correttezza - ha premesso Nesci - ma poiché intendo assolutamente collaborare al buon andamento dei lavori dell’Aula e poiché credo fermamente nell’urgenza della conversione di questo decreto, con grande senso di responsabilità, serietà e assoluta fermezza sono a ribadire e a informare che ho rimesso il mandato».

«Sarebbe stato utile, fin dall’inizio avere tutti un atteggiamento leggermente più costruttivo, invece che difendere una cosa indifendibile, com'è successo in questi giorni. Avremmo evitato una bruttissima figura al ministro della Salute e alla relatrice», ha commentato  il capogruppo del Pd Graziano Delrio in merito alle dimissioni di Dalila Nesci da relatrice del decreto Calabria. A chiederle, in Aula nel pomeriggio, era stato Francesco Boccia del Pd.

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