Domenica, 15 Dicembre 2019
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IL CASO

Nuovi manager della sanità in Calabria, il ministro Grillo: se Oliverio li nomina mi dichiara guerra

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Il ministro della Salute, Giulia Grillo

"Se oggi nomina i vertici delle aziende sanitarie mi dichiara guerra, io non sono un ministro che scalda la sedia, Oliverio si deve prendere la responsabilità di fare una cosa altamente negativa contro la sua sanità. Sono molto arrabbiata e spero che qualcosa cambi".

Sale di tono, a pochi giorni dall'insediamento della nuova struttura commissariale preposta al ripiano del disavanzo sanitario in Calabria, la conflittualità tra Governo e Regione per la gestione "concreta" del settore, di fatto affidata ai manager delle Aziende sanitarie e ospedaliere nominati dal presidente della Regione. 

La ministra della Salute, Giulia Grillo, in una diretta Facebook si è detta "molto arrabbiata" per la decisione del presidente Mario Oliverio, di convocare per oggi una riunione di giunta per la nomina dei vertici delle aziende sanitarie, senza però concordarle con il commissario e il subcommissario nominati dal Governo nazionale.

La riunione della Giunta è convocata alle 15 nella Cittadella regionale, presieduta da Francesco Rossi. Se l'Esecutivo regionale eserciterà le sue prerogative nominando i sette nuovi manager (sono previsti dei commissari e non dei direttori generali), il Consiglio dei Ministri potrebbe autorizzare la struttura commissariale Cotticelli-Schael a revocarli nominandone altri.

"Cotticelli e Schael - afferma intanto il ministro - hanno incontrato Oliverio chiedendo, nell’interesse
dei calabresi, di portare avanti le iniziative insieme. Cosa
succede invece? Succede che Oliverio decide, in barba alla leale
collaborazione, di convocare la Giunta per nominare i commissari
delle aziende sanitarie, la cosa più importante attraverso la
quale gestisci e controlli direttamente la sanità. Vertici che
vanno a sostituire i vecchi che aveva nominato sempre lui e che
sono quelli che hanno portato la sanità calabrese a peggiorare i
Lea e il disavanzo».

"In Calabria - afferma il ministro - il punteggio sui Livelli Essenziali di Assistenza è sceso rispetto al 2014, la Regione è riuscita nel miracolo negativo di erogare servizi peggiori ma spendendo di più, con un disavanzo che nel 2018 è salito a 160 milioni di euro. Non è possibile spremere la sanità come un bancomat - ha aggiunto la Grillo -, non posso accettare questa decisione di Oliverio, i cittadini calabresi sono italiani. Siamo un popolo unito, io ho nominato i commissari per un cambiamento, se Oliverio non vuole i commissari li possiamo pure togliere, ma poi i cittadini devono sapere che la sanità non migliora per responsabilità sua".

Anche i  parlamentari pentastellati incalzano. «Mario Oliverio pretende di esercitare a tempo scaduto le proprie prerogative riguardo alla nomina dei vertici delle aziende del Servizio sanitario della Calabria. Nel contempo dimentica d'aver omesso, benché obbligato dalla legge, l'avvio della procedura di decadenza di 7 direttori generali protagonisti di disavanzi di bilancio, per cui pende un nostro esposto alla Procura di Catanzaro». Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Francesco Sapia e Dalila Nesci, della commissione Sanità, a proposito della nota con cui il governatore della Calabria ha risposto al recente richiamo formale rivoltogli dal ministro della salute, Giulia Grillo, di sentire i delegati del governo, Saverio Cotticelli e Thomas Schael, in merito all'individuazione dei commissari delle aziende del Servizio sanitario calabrese (tranne l'Azienda ospedaliera di Catanzaro e l'Asp di Reggio Calabria).

«Ci chiediamo – proseguono i parlamentari 5stelle – se per Oliverio esercitare le proprie prerogative significhi riconfermare manager che non hanno rispettato l'equilibrio di bilancio e che ciononostante hanno ricevuto un premio di svariate migliaia di euro mentre andavano per legge rimossi; che hanno esercitato le loro funzioni non avendone alcun titolo; che in mancanza della prescritta autorizzazione hanno tentato di nominare 14 primari e che hanno affidato a fine mandato incarichi dirigenziali a loro cari. Il governatore – continuano i 5stelle – finge di non comprendere le ragioni del garbato ma deciso invito del ministro Grillo alla correttezza istituzionale. Inoltre egli ignora che la sanità della Calabria è commissariata per il piano di rientro e che in una situazione simile all'attuale il generale Luciano Pezzi nominò dei commissari aziendali in veste di delegato del governo nazionale. Oltretutto, prima della designazione di Cotticelli e Schael da parte del governo nazionale, la Regione – ricordano i parlamentari – ha pubblicato un avviso, per i nuovi direttori generali, non in linea con le norme vigenti e avente due diverse scadenze per la presentazione delle domande».

«Oliverio – concludono Sapia e Nesci – ha capito o no che non è più possibile utilizzare la sanità per clientelismo elettorale e che il ministro Grillo gli ha dato un ultimatum?».

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