Lunedì, 20 Settembre 2021
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LE REAZIONI

Cattura di Morabito in Brasile. Le reazioni: dalla Cartabia, alla Lamorgese, a Bombardieri

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Rocco Morabito

«L'arresto in Brasile del boss Rocco Morabito al termine di un’operazione complessa di Carabinieri, Polizia, Interpol, Dea, Fbi statunitense e investigatori brasiliani è un duro colpo alla 'ndrangheta. La lotta contro le mafie e l’illegalità è una priorità, congratulazioni alla Magistratura e all’Arma dei Carabinieri e alle Forze di Polizia»: così il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini in una nota ha commentato l’arresto, avvenuto nella giornata di ieri, del boss tra i dieci criminali più ricercati al mondo. Latitante dal 2017, quando era evaso da un carcere in Uruguay, dove si trovava in attesa di essere estradato, è stato arrestato insieme al narcotrafficante Vincenzo Pasquino, si legge nel comunicato del ministero. «Il successo di questa brillante operazione è la prova dell’incessante lavoro, in Italia e in complesse attività investigative internazionali, svolto silenziosamente dalle nostre forze di polizia, sempre al servizio dei cittadini», ha commentato Guerini gli arresti condotti dai Carabinieri del Ros in collaborazione anche con gli uomini dei comandi provinciali di Torino e Reggio Calabria.

Cartabia: "Cooperazione giudiziaria ineludibile"

«Ancora una conferma dell’importanza che la cooperazione giudiziaria internazionale assume quale momento ineludibile nella lotta alla criminalità transnazionale. Il contrasto alle associazioni criminali non può che realizzarsi
attraverso la cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti». La Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, plaude all’esito
dell’operazione che ha portato alla cattura nel nord del Brasile di Rocco Morabito, boss della 'ndrangheta, considerato il secondo latitante più pericoloso, dopo Matteo Messina Denaro, e di un personaggio di spicco del narcotraffico, Vincenzo Pasquino. «Ringrazio le Procure di Reggio Calabria e Torino; la Direzione Generale affari internazionali e cooperazione giudiziaria del Ministero della Giustizia, ma ovviamente ringrazio anche l’Arma dei carabinieri, in particolare il Ros, e la Criminalpol per la dedizione e l’altissima professionalità, che ha portato alla conclusione di lunghe e complesse indagini. Questo risultato - prosegue la Guardasigilli - è frutto anche della proficua collaborazione con il Ministero della Giustizia brasiliano». La Guardasigilli sottolinea poi come «l'operazione sia anche il frutto dell’utilizzo di uno strumento innovativo d’indagine, stipulato tra i due Ministeri della Giustizia e le autorità giudiziarie di Italia e Brasile, con il sostegno di Eurojust, ovvero la squadra investigativa comune: fondata sull'art. 19 della Convenzione di Palermo del 2000 dà la possibilità agli Stati di creare e organizzare organi investigativi comuni, per lo svolgimento di attività d’indagine». (ANSA).

Lamorgese: "Successo straordinario"

«Complimenti all’Arma dei Carabinieri e al Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Criminalpol per l’operazione, coordinata dalle procure antimafia di Reggio Calabria e Torino, che ha condotto all’arresto di Rocco Morabito nel nord del Brasile": così il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. «Ancora una volta la determinazione, la dedizione e la professionalità di tutti gli investigatori coinvolti - aggiunge - hanno consentito di
assicurare alla giustizia, dopo due anni di complesse e articolate indagini, l’esponente di primissimo piano della
'ndrangheta, considerato il secondo latitante più pericoloso dopo Matteo Messina Denaro, e insieme a lui, Vincenzo Pasquino, personaggio di spicco del narcotraffico internazionale e inserito nell’elenco del Viminale dei latitanti più pericolosi».

«Un risultato straordinario che dimostra la capacità di magistratura e forze dell’ordine di contrastare in modo efficace la criminalità organizzata e le sue ramificazioni internazionali grazie alla proficua e intensa collaborazione di polizia sviluppata nell’ambito del progetto «I can», promosso e finanziato dal ministero dell’Interno e condotto dall’Interpol per intensificare lo sforzo comune nella lotta alla 'ndrangheta e a tutti i suoi interessi illeciti transnazionali» ha aggiunto il ministro Lamorgese sottolineando infine «l'impegno quotidiano concreto per garantire legalità e sicurezza».

Sforzo... internazionale

«Un grande lavoro di squadra». C'è grande soddisfazione tra gli inquirenti dopo la cattura, in Brasile, del latitante Rocco Morabito, 55 anni, originario di Africo, in provincia di Reggio Calabria, esponente di primissimo piano della 'ndrangheta ed inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi, al secondo posto dopo l’indiscusso capo di Cosa nostra Matteo Messina Denaro. Dopo la spettacolare evasione da un carcere in Uruguay nel 2019 - secondo quanto apprende - le indagini sono andate avanti in modo serrato, con una cooperazione internazionale, fino alla cattura del latitante Morabito, bloccato nella stanza di un hotel in compagnia di un altro latitante, Vincenzo Pasquino, esponente dei clan in Piemonte.

Bombardieri: "Una grane collaborazione e cooperazione"

Grande soddisfazione per un risultato investigativo fortemente perseguito sin dal momento della fuga del Morabito. Una grande collaborazione e cooperazione giudiziaria internazionale e di polizia giudiziaria è alla base di questa successo investigativo».

Lo ha detto il procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri in merito alla cattura del boss latitante Rocco Morabito, detto «Tamunga», avvenuta ieri sera in Brasile al termine delle indagini coordinate dallo stesso magistrato assieme al procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e ai sostituti procuratori Diego Capece Minutolo e Alessandro Moffa. «Continui - aggiunge Bombardieri - sono stati i collegamenti della Dda di Reggio Calabria con la Fiscalía Nazionale dell’Uruguay, competente per le indagini sulla fuga (di Morabito da un carcere del Paese sudamericano, anni fa, ndr), e tra lepolizie giudiziarie di vari Paesi anche grazie al progetto ICan di Interpol».

«Il Ros ed i carabinieri di Reggio Calabria e di Locri hanno collaborato strettamente con le polizie Giudiziarie dell’Uruguay e del Brasile con il supporto di Fbi e Dea (agenzie Usa, ndr). La Dda di Reggio Calabria grazie anche alla collaborazione della Procura Generale di Reggio Calabria, il cui titolo custodiale era in esecuzione, ed in ultimo della Dda di Torino, ed al supporto nella cooperazione internazionale di Eurojust e della Direzione Generale Affari Internazionali e Cooperazione Giudiziaria del Ministero della giustizia , ha costantemente diretto le indagini».

 

Operazione in sinergia tra Fbi, Dea e Procure di Reggio Calabria e Torino

«L'attività svolta in sinergia tra i reparti dell’Arma e il collaterale brasiliano, con il supporto dell’Fbi e della Dea statunitense - si sottolinea in una nota degli inquirenti - è stata coordinata dalle procure distrettuali di Reggio Calabria e di Torino. Le complesse attività svolte in Sud America sono state inoltre agevolate dalla direzione generale per la cooperazione giudiziaria internazionale del ministero della giustizia italiano e dal dipartimento di giustizia statunitense. Rilevante è stato il contributo informativo delle autorità uruguaiane. Rocco Morabito era infatti evaso dal carcere di Montevideo nel 2019 nel quale era ristretto dal 2017, quando fu arrestato dai carabinieri e dalla polizia uruguaiana a Punta dell’Este». I dettagli dell’operazione saranno resi noti nella giornata di oggi nel corso di una conferenza stampa. (AGI)

Spirlì soddisfatto: “Questa regione non è il dominio dell'antistato”

«Complimenti alle procure distrettuali e alle forze di polizia nazionali e straniere che hanno messo a segno la cattura del narcoboss Rocco Morabito. La Calabria bella, onesta, pulita e operosa non può che celebrare questo arresto e stringersi compatta alle istituzioni della nostra Repubblica. Questa regione non è il dominio dell’antistato, non è il regno dei Morabito, dei Mancuso o dei Grande Aracri: è la terra in cui i cittadini sono costretti a lottare con più forza per l’affermazione della legalità; ed è la terra che, giorno dopo giorno, sacrificio dopo sacrificio, sta fornendo all’Italia e al mondo il vaccino contro quel maledetto virus chiamato ‘ndrangheta».

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