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Ecco chi è il boss Francesco Pelle, quando si faceva chiamare "Pasqualino"

Francesco Pelle, detto "Ciccio Pakistan", il boss latitante arrestato oggi, è stato condannato all’ergastolo in via definitiva dalla Cassazione nel 2019 quale mandante della strage di Natale del 24 dicembre 2006 in cui fu uccisa Maria Strangio, moglie del capoclan avversario Giovanni Luca Nirta. Episodio, che nella faida di San Luca tra i Pelle-Vottari ed i Nirta-Strangio, fece da prologo alla strage di Ferragosto 2007 a Duisburg, in Germania con 6 morti. Pelle - che è costretto sulla sedia a rotelle dopo essere stato ferito in un agguato il 31 luglio del 2006 ad Africo - al momento di darsi alla latitanza si trovava a Milano dove era sottoposto all’obbligo di dimora proprio in attesa della sentenza della Cassazione. Giunta quella, Pelle fece perdere le proprie tracce ad inizio di luglio 2019. Pelle aveva già trascorso un anno di latitanza dopo la strage di Duisburg e fu arrestato dai carabinieri nel settembre 2008 in una clinica di Pavia. Francesco Pelle è figlio di Domenico Pelle detto Micu 'U Mata.

Il precedente arresto a Pavia

Ciccio Pelle, come detto, era già stato arrestato per un altro periodo di latitanza. Nell'hinterland milanese nel 2008, era riuscito, baciato dalla fortuna e in circostanze del tutto fortuite e casuali, a sottrarsi alla cattura, a non farsi trovare nei due posti dove i carabinieri lo cercavano, giungendo in entrambe le occasioni appena un'ora dopo il suo allontanamento. Al terzo tentativo, la latitanza del super ricercato era giunta al capolinea. Ad arrestare il fuggiasco erano stati gli esperti carabinieri del Ros della Lombardia in coordinamento col Ros centrale. L'ex fuggiasco di San Luca, sposato ad Africo con una delle figlie di Leo Morabito, "Scassaporte", classe 1950, elemento di rilievo della criminalità organizzata africese, nella prima occasione era ricercato in seguito alla maxi retata, compiuta dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato, nota col nome di "Operazione Fehida". L'operazione scattò nei confronti dei presunti boss e degli affiliati ai clan di San Luca, in lotta tra loro da oltre quindici anni, Nirta-Strangio da una parte e Pelle-Vottari dall'altra, dopo la strage di Duisburg, in Germania, nella quale, il 15 agosto del 2007, furono uccise sei persone.

Al momento dell'arresto a Pavia, Pelle si trovava ricoverato, dallo scorso luglio, alla Fondazione Maugeri, istituto a carattere scientifico situato alla periferia di Pavia, sotto falso nome e, secondo quanto è stato dichiarato a Milano dagli investigatori del Ros, nel corso di una conferenza stampa, ai militari ha presentato la fotocopia di una carta d'identità intestata a un uomo di origine calabrese, realmente esistente, e anch'egli paraplegico a seguito di un gravissimo incidente stradale.
Il latitante, che dagli altri pazienti si faceva chiamare Pasqualino, si trovava al primo piano della clinica, nel reparto di neuroriabilitazione in una stanza spaziosa, singola, con bagno, televisione e divanetto. Dopo l'arresto Pelle è stato trasferito, su una sedia a rotelle, nel centro clinico del carcere milanese di Opera. I carabinieri del Ros hanno sequestrato il computer portatile in uso a Pelle, la cartella clinica con tutta la documentazione contenuta all'interno, alcune lettere di presentazione e altro materiale cartaceo ora al vaglio degli investigatori.

La vita di Francesco Pelle era cambiata la sera del 31 luglio del 2006, la vita di "Ciccio Pakistan", esuberante e voglioso di far parte prima possibile del gotha della ndrangheta reggina, è diventata un inferno, un calvario. Quella sera Francesco Pelle era sulla veranda della sua lussuosa casa di Africo. Era da pochi giorni nato il suo figlio maschio e lo aveva appena portato via dall'ospedale. Lo teneva con fierezza in braccio mostrandolo ai familiari e ai parenti riuniti in casa. Solo pochi attimi di felicità. Dopo aver riconsegnato il bambino tra le braccia della moglie, Pelle fu raggiunto alla schiena e in altre parti del corpo da alcune scariche di lupara esplose da un killer appostato di fronte all'abitazione del giovane. I pallettoni che lo raggiunsero alla colonna vertebrale da allora hanno costretto Pelle a su una sedia a rotelle.
Secondo gli investigatori dei carabinieri e i magistrati della Dda di Reggio Calabria, il tentato omicidio di Francesco Pelle fece scattare a San Luca, il 25 dicembre del 2006, un agguato in cui fu uccisa la 33enne Maria Strangio, moglie del presunto boss Giovanni Luca Nirta, vero obiettivo del commando omicida, e ferite altre quattro persone tra cui un bambino di cinque anni. La cruenta risposta all'agguato di Natale si consumò a Ferragosto del 2007, con la strage di Duisburg.

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