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Il pentito e la verità inconfessabile sulla strage di San Lorenzo del Vallo

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Nel febbraio 2011 vennero assassinate per vendetta due donne e ferito un loro congiunto. Usate quattro armi ma individuati solo due degli esecutori materiali. Gli atti processuali rivelano la presenza di almeno un’ altra persona
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Barbara Indrieri e Rosellina Indrieri uccise a San Lorenzo del Vallo

Quattro armi, due killer e un segreto inconfessabile. La strage di San Lorenzo del Vallo venne portata a termine in una palazzina del piccolo centro del Cosentino il 16 febbraio del 2011. Rosellina e Barbara Indrieri, madre e figlia, furono trucidate, mentre Silas De Marco scampò alla furia dei sicari fingendosi morto. Una quarta persona presente in casa, Gaetano De Marco, marito di Rosellina e padre degli altri due ragazzi, fu inconsapevolmente risparmiato dagli assassini perché rimase nascosto nella stanza in cui dormiva: l'uomo verrà ucciso due mesi dopo, per strada, mentre viaggiava a bordo di un' auto. La strage è costata la condanna definitiva all'ergastolo a Domenico Scarola, 34 anni e Francesco Salvatore Scorza, 38, entrambi della zona e amici di Domenico Presta, 22 anni, ammazzato per futili motivi nel gennaio del 2011 da un tecnico riparatore di tv, Aldo De Marco, parente delle vittime della successiva carneficina compiuta per vendetta. Il ventiduenne era figlio del superboss, all'epoca latitante, Franco Presta. Silas De Marco sarà il testimone chiave nel processo conclusosi l'11 ottobre del 2017 contro Scarola e Scorza con il verdetto finale della Corte di Cassazione.

Killer senza volto

È più che probabile, tuttavia, che l'uccisione delle Indrieri e il ferimento del loro stretto congiunto sia stato portato a termine da un commando composto da più di due persone. La circostanza è assolutamente deducibile dalle indagini portate a termine dalla Dda di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri, contro i condannati. Nella ordinanza di custodia cautelare emessa nell'ottobre del 2012 nei confronti dei due soli incriminati, il gip distrettuale Tiziana Macrì li indica infatti come autori «in concorso tra loro e con persone rimaste ignote» individuando dunque la compartecipazione alla strage di soggetti mai fino al momento individuati. Si tratta di killer rimasti senza volto ma di cui v'è traccia pure sulla scena del crimine: lo rivela la perizia balistica e medico legale depositata dal professore Giulio Di Mizio e dal dott. Claudio Gentile, consulenti della Dda di Catanzaro, il 13 settembre del 2012. Nel documento di ben 63 pagine, i periti rilevano la presenza e l'utilizzo di quattro diverse armi: due fucili calibro 12, Remington e Franchi, una pistola Smith e Wesson calibro 45 e una mitraglietta “Microuzi” calibro 9. E nella loro relazione scrivono testualmente che è chiara la presenza sulla scena del duplice delitto di almeno una terza persona che imbracciava uno dei due fucili individuati. Chi agì in quella terribile sera di febbraio di nove anni fa insieme agli imputati già giudicati?

Il "dichiarante"

Una domanda alla quale potrà certamente offrire una risposta il “dichiarante” Roberto Presta, 44 anni, elemento di punta, insieme con il fratello Antonio, della consorteria criminale attiva nella Valle dell'Esaro. L'uomo collabora da alcune settimane con la procura antimafia ed è stato rinviato a giudizio come capo e promotore di una associazione specializzata nel narcotraffico duramente colpita, lo scorso anno, da una inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Capomolla e dal pm antimafia Alessandro Riello e svolta dalla Mobile di Cosenza, guidata da Fabio Catalano. Il “dichiarante” ha già fatto ritrovare nei giorni scorsi l'arsenale della consorteria nascosto nelle campagne di Roggiano Gravina e composto da fucili, pistole e granate. Presta, dunque, potrebbe davvero conoscere, visto il ruolo esercitato nel clan, inediti particolari sulla preparazione, l’attuazione, i mandanti e gli esecutori della mattanza compiuta a San Lorenzo del Vallo. Quella sera di febbraio in quella palazzina - come i magistrati inquirenti hanno sempre sospettato - fecero irruzione più persone. Chi erano?

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