Giovedì, 21 Novembre 2019
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"MALA GESTIO"

Fallimento Multiservizi a Reggio, sequestro da due milioni per sei professionisti

Nuovo capitolo dell’inchiesta sulla Multiservizi e sulla Gst di Reggio Calabria. In azione i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria, con il supporto dei colleghi di Roma e Milano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio.

Sequestrate somme di denaro per 2 milioni di euro nei confronti di professionisti indagati - a vario titolo - in concorso tra loro, per il reato di bancarotta fraudolenta per aver “distratto e dissipato il patrimonio della società Gestione Servizi Territoriale Srl in pregiudizio dei creditori, cagionandone dolosamente il fallimento”.

L’operazione di oggi segue di qualche giorno l’inchiesta Mala gestio nel corso della quale, giovedì scorso, sono state arrestate 8 persone: Pietro Cozzupoli, Lauro Mamone, Giuseppe Rocco Giovanni Rechichi, Antonino Rechichi, Giovanni Rechichi, Rosario Giovanni Rechichi, Michelangelo Maria Tibaldi, Michele Tibaldi.

Una serie di indagini, quelle di Mala gestio, che hanno permesso di  accertare come il crac che ha colpito le società Multiservizi  e Gst - dichiarate fallite tra il 2014 e il 2015 -  erano da ricondursi ad un meccanismo messo a punto da coloro i quali avevano ricoperto contemporaneamente cariche sociali nelle due imprese fallite e in altre ditte a favore delle quali sarebbero state svolte le distrazioni di risorse economiche mediante il riconoscimento di compensi ancorati agli utili anziché alle prestazioni rese.

“Un sistema fraudolento – scrivono gli investigatori - che ha reso possibile l'accaparramento di svariati milioni di euro che, liquidati dal Comune di Reggio Calabria, prima venivano introitati nelle casse della Gst e poi da queste confluivano nelle tasche degli indagati, alcuni dei quali ritenuti contigui a cosche di ‘ndrangheta operanti nel centro cittadino quali Condello, Libri, Tegano e De Stefano”.

Le somme di oggi sono state sequestrate ad una serie di professionisti che avrebbero ricevuto pagamenti non dovuti. Nel dettaglio si tratta del commercialista Domenico Pensabene (978.521); dell’architetto Corrado Trombetta (475.056 euro), degli avvocati Alessandro Pellegrino (133.643 euro), Francesco Giuffrè (28.000 euro), Lidia Barbaro (52.000 euro); del ragioniere Antonio Francesco Rogolino (104.196 euro).

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