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DUE OPERAZIONI

Omicidio di un macellaio nel 2015, 4 arresti nel Catanzarese

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Foto di Salvatore Monteverde

Nelle prime ore del mattino, nei comuni di Botricello e Lecco, i militari della compagnia dei Carabinieri di Sellia Marina, supportati da personale dell’arma territoriale di Lecco, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, nei confronti di 4 indagati, ritenuti responsabili in concorso dell’omicidio aggravato del macellaio Francesco Rosso.

Rosso fu ucciso a Simeri Crichi, il 14 aprile 2015, con tre colpi di pistola, mentre si trovava a lavorare nella macelleria di famiglia.

Sono Danilo Monti, 27 anni, originario di Cerva (Cz) ma domiciliato a Lecco, Gregorio Procopio, 56 ani, Antonio Procopio, 31, e Vincenzo Sculco, 30, tutti residenti a Botricello (Cz), i quattro arrestatio per l'omicidio del macellaio Francesco Rosso.

Delitto di un macellaio a Simeri Crichi, scatta il blitz - Nomi e foto degli arrestati

Monti è ritenuto l'esecutore materiale del delitto, gli altri tre avrebbero partecpato alla ricognizione dei luoghi e ai pedinamenti della vittima.

Secondo gli inquirenti l'omicidio è stato "accuratamente premeditato". Nessuna indicazione dalla Procura di Catanzaro e dai Carabinieri movente, le indagini su questo fronte sono ancora in corso.

"In procura cerchiamo di stare sul pezzo, anche su fatti avvenuti alcuni anni fa", ha dichiarato il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri. " C'è stata una collaborazione da parte di tutti, dalla procura ai carabinieri per arrivare alla cattura. Questi ultimi sono riusciti a mettere insieme registrazioni video, intercettazioni telefoniche ed ambientali fino ad arrivare ad un alto indice probatorio dei quattro arrestati".

"Sono stati acquisiti elementi significativi della giornata precedente e della giornata stessa dell'omicidio che è avvenuto in pieno giorno quando gli esercizi commerciali erano aperti", ha spiegato il procuratore aggiunto, Vincenzo Capomolla. "L'omicidio, all'epoca, aveva suscitato clamore sia per le modalità che per il luogo e l'orario, in pieno giorno. I carabinieri  hanno messo ogni tessera al proprio posto, ogni elemento è stato valorizzato. I militari sono partiti dalla presenza di una vettura in un luogo che aveva correlazione con la vittima, anche se non era il luogo dell'omicidio, e da li hanno riannodato il filmato che hanno portato agli arresti di oggi".

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