Sabato, 03 Dicembre 2022
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Cecilia Vigilanti, la storia di "SenzaSpine": la start-up di succhi biologici ai fichi d'india

Alla scoperta dell'imprenditrice di Reggio Calabria che ha fondato un nuovo modello d'impresa a basso impatto ambientale e ad alto impatto sociale

"Un richiamo verso questo territorio e un tentativo di risposta ad alcune domande che questo territorio aveva lasciato irrisolte nel mio percorso". Sono le parole di Cecilia Vigilanti, imprenditrice reggina che ha deciso di ritornare nella sua terra, nella sua Reggio Calabria e intraprendere una nuova sfida. Dopo tanti anni trascorsi fuori regione, anni di studio (una laurea in Giurisprudenza a Reggio, il dottorato alla Sant'Anna di Pisa) e lavoro, Cecilia ha sentito il richiamo della sua terra e ha deciso di coltivare il suo sogno, di avviare una start-up

SenzaSpine - Autentico Dentro

SenzaSpine, è una realtà di impresa creata nel 2021, è un progetto di rigenerazione che, attraverso la lavorazione del fico d'india, intende proporre un nuovo modello di impresa, a basso impatto ambientale e ad alto impatto sociale, creando una filiera zero waste e generando opportunità di lavoro "giusto" in Calabria.

Il ritorno in Calabria: nello stesso tempo una domanda e una risposta

Tornando al richiamo verso la propria terra Cecilia racconta ai nostri microfoni: "Domande che riguardavano i bisogni del territorio, le modalità e il desiderio di una risposta concreta sia in termini di sviluppo di un nuovo modello d'impresa e di economia, sia in termini di accompagnamento di alcuni percorsi di vita resi complicati dalle condizioni di marginalità in cui spesso si ritrovano. Il ritorno è stato contemporaneamente una domanda e una risposta: il tentativo di farsi una domanda su come poter operare in maniera diversa e nuova in questo territorio e il tentativo di rispondere a delle domande che mi sembravano dal territorio venissero.

Vivere SenzaSpine

Sorta come impresa individuale, SenzaSpine riunisce intorno a sè donne e uomini che lavorano in ambiti differenti -dall’imprenditoria agricola all’ICTs, dall’inclusione sociale all’educazione informale-, che condividono gli stessi orizzonti e hanno deciso di impegnarsi per la promozione di un nuovo modello di impresa in Calabria. Senza paura di mostrarsi, esporsi,  cambiare. Di vivere SenzaSpine.

Il percorso

SenzaSpine ha preso forma grazie alla partecipazione ad un percorso di incubazione promosso dalla Fondazione Garrone, in collaborazione con Fondazione Cariplo, all'interno del campus ReStartApp® 2019, per l’incentivazione delle imprese innovative nelle aree appenniniche. SenzaSpine ha vinto la call “The Economy of Francesco”, promossa dalla Conferenza Episcopale Calabra e da Oltre Open Innovation Hub, con l’advisory strategico di Entopan – Smart Networks & Strategies: ha, quindi, ricevuto un percorso di accompagnamento e supporto allo sviluppo dedicato alle imprese che si ispirano al modello di ecologia integrale in economia. A conclusione del percorso di incubazione, SenzaSpine si è classificata prima tra i progetti di impresa che hanno preso forma entro il percorso di incubazione promosso dalla Fondazione Garrone, aggiudicandosi un premio in denaro e un servizio di consulenza specialistica per un anno. "Crediamo - sottolinea Cecilia Vigilanti - nello sviluppo attraverso la ricerca: per questo, abbiamo scelto di attivare una collaborazione con IMADEC, spin-off dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria per la prototipazione dei prodotti, lo studio delle loro proprietà e la validazione dei processi produttivi".

Il 1 giugno 2021 nasce SenzaSpine: ditta individuale con sede a Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. A settembre 2021 hanno, invece, preso il via le produzioni di succo di frutta biologico, per far gustare il sapore autentico del fico d'India di Calabria e della terra di Calabria.

La partecipazione a Diffusissima a Torino

SenzaSpine la start-up del bio ha partecipato con i propri prodotti ed idee a DIFFUSISSIMA, un percorso di Arte Diffusa fuori dai luoghi comuni, che nasce dall’esigenza di ripensare i luoghi canonici dell’arte. Il primo fuorisalone torinese durante la settimana dell’arte. Un nuovo format in grado di rivoluzionare il modo di fruizione dell’arte, non più solo nei luoghi canonici, ma in posti comuni che frequentiamo tutti i giorni.

L’arte contemporanea sbarca infatti negli spazi cittadini e viene messa a disposizione di tutti. Due settimane di fuorisalone in cui più di 100 attività commerciali hanno esposto le opere di oltre 100 artisti. E in questa importante cornice, la startup SenzaSpine è stata protagonista, portando anche in quella sede il suo modello di economia circolare e sostenibile, la sua idea di utilizzo del fico d’india calabrese e le sue importanti proprietà, un succo nutriente e dissetante che si presta a molti usi e che contrassegna la ricchezza del territorio regionale. Senzaspine è stata coinvolta in questa fiera d’arte contemporanea, perché DIFFUSISSIMA ha voluto al di fuori degli spazi canonici, incontrare persone e promuovere idee innovative e sostenibili dall’arte alla terra.

SenzaSpine ha inoltre dedicato all’evento una limited edition con un quadro realizzato dall’avvocato Beatrice Lipari. “Bloom art” di Beatrice Lipari è infatti un invito a fiorire, a gustare la vita autentica, a ricercare la bellezza nella natura, nel quotidiano, dentro di noi. Ogni uomo è un’opera d’arte, che come il fico d’india,  aspetta solo di essere scoperta, al di là delle spine. A dare il via all’evento, il Forum “Lo stato dell’Arte fra presente e futuro” al Mercato Centrale di Torino, registrando tra gli ospiti Giuliano Ambrosio, Innovation Director dell’agenzia RIBELLI e Andrea Concas, divulgatore e scrittore per parlare di NFT e Metaverso, insieme ad Alvin il presentatore TV e radiofonico che è stato Brand Ambassador di DIFFUSISSIMA, presentando anche i suoi progetti artistici, l’avvocato Simone Morabito di Brains Evolution, lo staff Catawiki.

"Partecipare a DIFFUSISSIMA – ha aggiunto Cecilia Vigilanti- ha avuto per noi un duplice significato: da un lato ci ha consentito di raccontare e far conoscere una Calabria diversa, fuori dai nostri confini e dall’altro ha rappresentato un modo concreto per provare a coniugare al “buono” e al “giusto”, valori portanti del nostro progetto, il “bello”, che crediamo sia strumento per l’edificazione di un modello sociale e comunitario diverso. Interessante che la presentazione si sia tenuta a Porta Palazzo, storicamente luogo di incrocio di culture, spazio accoglienza e melting pot, proprio come vorremmo diventare noi. Gli eventi a cui abbiamo preso parte per come sono stati concepiti, ci hanno permesso di entrare a contatto con contesti e soggetti molto diversi tra loro, ma tutti uniti dal desiderio di fare rete e di promuovere il connubio bellezza/sostenibilità socio-ambientale".

© Riproduzione riservata

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