Domenica, 22 Maggio 2022
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Giornata in memoria delle vittime di mafia, anche la Calabria con Libera

Un lungo elenco di nomi: uomini, donne e bambini, vittime del sopruso, della prepotenza e della violenza mafiosa. “Libera” ricorda oggi alla Calabria 180 vite spezzate, con iniziative promosse dai “presidi” che Luigi Ciotti ha fondato negli anni in giro per la regione. Saranno letti i loro nomi coltivando quel “vizio della memoria” tanto caro a Bertold Brecht.

Per un giorno all'anno i calabresi faranno dunque i conti con i dolorosi ricordi che affiorano dal passato prossimo e remoto e che il presente spesso ripropone come cruda realtà.

Servirà per non dimenticare i volti e le storie di persone strappate all'esistenza con sordida ferocia e altrimenti destinate all'oblio. L'ultima ad essere stata inserita nell'elenco è Maria Chindamo, la commercialista e imprenditrice di Laureana di Borrello, ingoiata dalla lupara bianca nelle campagne di Limbadi il 6 maggio del 2016; la prima che compare in cima alla lista è invece Giuditta Levato, la bracciante ferita a morte il 28 novembre del 1946 dai campieri al soldo dei latifondisti nelle campagne di Calabricata.

Maria sognava di potersi ricostruire una vita dopo il suicidio del marito sfidando la subcultura della ‘ndrangheta e gestendo i fondi rustici di cui era proprietaria insieme con i figli; Giuditta credeva di potersi finalmente affrancare dalla povertà e dalla subalternità in cui erano da secoli ridotti i contadini. Pensava di farlo in nome della sua famiglia, dei suoi figli grazie alle leggi volute da un illuminato ministro calabrese dell'Agricoltura, Fausto Gullo, I sogni di Maria e di Giuditta sono finiti allo stesso modo: con la morte. È per questo che oggi saranno ricordate, insieme a tutte le altre 178 vittime, perché quanto loro accaduto non si ripeta.

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