Domenica, 25 Luglio 2021
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"Basso profilo": Talarico e Guglielmo si avvalgono della facoltà di non rispondere

Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’assessore regionale al Bilancio Franco Talarico comparso oggi davanti al gup di Catanzaro per l’interrogatorio di garanzia. Talarico, difeso dall’avvocato Francesco Gambardella, è accusato di voto di scambio con esponenti del clan De Stefano di Reggio Calabria per le elezioni politiche del 2018, in cui l’esponente dell’Udc era candidato nel collegio uninominale di Reggio. L’assessore regionale è giunto al palazzo di giustizia con una macchina della Dia. Ha lasciato il Tribunale pochi minuti dopo aver informato il giudice della sua decisione di non rispondere alle domande.

Si è avvalso invece della facoltà di non rispondere anche il notaio Rocco Guglielmo, sottoposto al divieto di dimora e accusato di svariate ipotesi di trasferimento fraudolento di valori aggravato da metodo mafioso. Gugliemo, secondo l’accusa, avrebbe consentito la creazione di società fittizie intestate a «teste di legno», moltissimi di origine albanese. Rocco Guglielmo è difeso dagli avvocati Antonello Talerico e Vincenzo Cicino.

Hanno invece risposto alle domande professandosi innocenti l’ex consigliere comunale di Catanzaro Tommaso Brutto e suo figlio Saverio (ex assessore del Comune di Simeri Crichi). Entrambi difesi dall’avvocato Enzo Ioppoli sono arrivati in Tribunale con i carabinieri. Ha risposto al gip anche Glenda Giglio, di 40 anni, presidente dimissionaria dei giovani industriali di Crotone, posta ai domiciliari nell’ambito dell’indagine. Secondo l’accusa, Giglio era partecipe dell’associazione per delinquere attraverso il suo legame con l'imprenditore Antonio Gallo, «il quale la rendeva edotta di ogni questione riguardante l’operatività del sodalizio criminale, forniva un contributo fattivo e consapevole, volto a favorire l’associazione medesima, mettendo a disposizione apparecchiature antibonifica per verificare la presenza di presidi intercettivi che avessero quali obiettivi i vertici del sodalizio, nonché, al fine di assicurare agevolmente i passaggi di società a cittadini albanesi prestanome nonché la costituzione di nuove società in favore dei medesimi soggetti, interveniva con il notaio Rocco Guglielmo perché rogasse gli atti pubblici senza sollevare obiezioni». L’avvocato Antonio Lomonaco, che difende Glenda Giglio insieme all’avvocato Andrea Gareri, ha detto: «Riteniamo di aver dato la più corretta chiave di lettura».

 

 

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