Lunedì, 30 Novembre 2020
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Scioglimento del Comune, a Pizzo c'è sconcerto ma anche voglia di riscatto - Video

La notizia dello scioglimento del Consiglio, anche se nell'aria, ha destato un certo sconcerto a Pizzo. «Premesso che solo la magistratura confermerà la verità sulle accuse mosse al sindaco - sostiene Carmen Manduca (M5s) - il nostro comune avrà un brutto contraccolpo. La città perderà la reputazione di isola felice e si apre un capitolo della storia di Pizzo, mai prima d'ora conosciuto. Qui c'è bisogno di regole e di disciplina, fin troppo apertamente violate e rimodellate secondo le proprie conoscenze ed esigenze. La nostra città ha bisogno di misure forti e scelte determinate, che la portino sul giusto binario, innanzitutto abituando i cittadini a rispettare le regole».

Per Francesco Scuticchio (Risveglio Ideale) «ciò che era facilmente prevedibile è accaduto; tutto senza Commissione d'accesso: i gravi elementi emersi e confermati dal Riesame, sono stati sufficientemente esaustivi anche per il Viminale. Mai a Pizzo un'onta così grave e penosa. Le conseguenze per tutta la maggioranza, suddita e succube di decisioni azzardate e comportamenti all'estremo limite della legalità e oltre, ora saranno oggetto di approfondimento da parte della commissione straordinaria».

«Per colpa di alcuni viene colpita gran parte della comunità fatta di gente onesta e laboriosa - evidenzia Danilo Zimatore -. Si tratta di una macchia indelebile che rimarrà nella storia napitina. Provo delusione, amarezza e rabbia anche perché ancora una volta il nostro territorio viene macchiato dallo scioglimento. Negli anni ‘90, infatti, il Consiglio fu sciolto per “un clima di illegalità diffusa soprattutto nel settore urbanistico-edilizio”. Poiché Pizzo non merita ciò, ora spetta ai cittadini onesti scegliere di stare dalla parte giusta, della legalità: è opportuno ci si rimbocchi le maniche attraverso una partecipazione attiva e si pensi a ricostruire dignità e senso di appartenenza, valori apparsi molto labili in questi anni».

Rammaricato si dice Carmelo Vallone, che però spera «in una rinascita della cittadina. Umanamente - aggiunge - dispiace per la vicenda ma confido nella Giustizia».

Nel video le interviste a Enzo Galeano, pensionato, Tonino Curcio, titolare di un distributore di carburante, e Pasquale Solano, pensionato.

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