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Pd spaccato, Irto si ritira ma Letta gli dà fiducia: "E' nostra punta di diamante"

Un Partito democratico diviso in "piccoli feudi» ed una «volontà di mettere in discussione le decisioni prese da molto tempo dal Pd calabrese e dagli alleati di centrosinistra». Un mix che porta a perdere tempo e a lasciare «terreno alla destra e a De Magistris». Una situazione non più tollerabile per Nicola Irto che ha deciso di alzare bandiera bianca e lasciare l’incarico, conferitogli dai dem a febbraio, di candidarsi alla presidenza della Calabria per il centrosinistra.

La sua candidatura non è sembrata accendere gli entusiasmi degli alleati. I Verdi, così come le Sardine, avevano invitato il Pd a non fare nomi e cercare un accordo ampio. Sardine che oggi hanno bollato come un «maldestro tentativo» quello di tirarle in mezzo al dibattito ribadendo di essersi spese «per la formazione di un campo largo e plurale». Anche dopo l’annuncio della pentastellata Dalila Nesci di candidarsi alle primarie di coalizione - accettate da Irto - la freddezza è stata la reazione più diffusa. Tanto che i coordinatori M5S della campagna calabrese, Alessandro Melicchio e Giuseppe Giorno, avevano ribadito come fosse «prioritaria la strada di una coalizione unitaria fra le forze civiche e del centrosinistra al di là dei singoli nomi», prospettando un interessamento diretto di Giuseppe Conte per la «ricerca di una mediazione».

In questi mesi, indiscrezioni hanno parlato anche di tentativi di esponenti Pd di avvicinare de Magistris. Il vice segretario Dem Giuseppe Provenzano oggi, sentendosi tirare in ballo, ha tenuto a precisare di non avere mai parlato di Calabria con il sindaco di Napoli «tanto meno dunque lo avrei inseguito». Al di là delle ricostruzioni, Irto si è sentito solo nonostante la fiducia di Zingaretti prima e di Letta poi. "Parlano tutti di coalizione - è stato il suo sfogo con l'Espresso on line - prescindendo dai programmi. A volte mi sembra di essere l’unico a pensare sia indispensabile un quadro netto di progetti e chiarezza per attuarli. Non basta vincere, bisogna governare. Ho visto stallo e tatticismo. E ho anche visto che c'è un trasversalismo, in pezzi del centrosinistra calabrese, dovuto ad interessi comuni con pezzi del centrodestra». Allargare la coalizione «è una cosa giusta e intelligente, ma non possiamo condannarci a muoverci con il bilancino» è l’atto d’accusa. Anche con il Movimento 5 Stelle, rincara, «non si è fatta chiarezza». E inseguire de Magistris «è stata una ingenuità politica», tanto che alle primarie ha detto no, segno che «o ha paura di confrontarsi o non è davvero alternativo al centrodestra». Se Irto «dice che il partito è in mano ai feudi, qualche problemino evidentemente esiste da quelle parti» la replica del sindaco di Napoli. Irto ha lanciato un appello a Enrico Letta a «trovare una soluzione per non continuare a svilire la dignità degli elettori e dei militanti del Pd in Calabria». E il segretario del Pd confermandogli la fiducia - così come molti altri dirigenti del partito - ha annunciato per giovedì l’arrivo in Calabria del responsabile enti locali Boccia «per arrivare a una decisione in questa settimana che deve essere quella di ridare speranza ai calabresi». (ANSA).

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