Martedì, 28 Settembre 2021
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Marcell Jacobs sarà presto cittadino onorario di Rosarno: i racconti di chi lo ha conosciuto in Calabria

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Il Comune di Rosarno concederà la cittadinanza onoraria a Marcell Jacobs per i profondi vincoli affettivi che lo hanno legato al paese, erede della magno greca Medma, dove ha trascorso, dal 2003 al 2012, specie nella stagione estiva, periodi di vita spensierata e felice, assieme ai suoi familiari, ai parenti e amici.
A darne comunicazione è il commissario prefettizio Antonio Reppucci, che ha intenzione di attribuire a Marcell un’altra prestigiosa onorificenza, la “Medaglia d’oro Città di Rosarno”, istituita nel 2004 allo scopo di rendere omaggio a personaggi illustri.
Appresa la notizia, papà Mimmo si è detto orgoglioso di questi riconoscimenti, promettendo che informerà, appena possibile Marcell («che ne sarà felicissimo!»), attualmente impegnato nella preparazione della staffetta 4x100. «Sono gradite e commoventi manifestazioni d’affetto – ha dichiarato l’avv. Secolo – che ripagano Marcell di tutti i sacrifici fatti per percorrere il cammino gravoso che gli ha permesso di arrivare ai vertici mondiali dell’atletica. Ed io ne sono testimone diretto per averlo accompagnato passo passo lungo il cammino della crescita, come uomo e come atleta, prendendolo per mano e aiutandolo a superare i momenti immancabili di difficoltà, grazie anche al legame fortissimo con i fratelli e all’aiuto di altre persone amiche e del mondo sportivo, quali Gianni Lombardi e Adriano Bertazzi, che a Desenzano lo hanno avviato alla pratica sportiva».
Tra i rosarnesi che hanno avuto intense frequentazioni con Marcell, durante i soggiorni in Calabria, figura Pino Tramonti, legato da fraterna amicizia con papà Secolo. Le due famiglie erano solite trascorrere le estati insieme nel villaggio “La Mimosa” alla Marina di Rosarno. «Ho ricordi meravigliosi di quel decennio, - racconta – quando da Desenzano calava, da noi attesissima, la “carovana dei Secolo”, composta da papà Mimmo, mamma Viviana e dai figli Marcell, Nicolò e Jacopo, nonché dalla figlia Stefania, avuta da Mimmo dal precedente matrimonio, ora 33enne avvocato di diritto internazionale, che vive a Berlino. Ricordo benissimo Marcell, ragazzo buono, gioviale e tranquillo. Trascorreva le giornate giocando con i fratelli e con le mie figlie Chiara e Marta. Una volta al giorno si allontanava dagli altri per correre da solo lungo il perimetro del villaggio, senza stancarsi mai, mostrando una resistenza alla fatica e alla calura che ci stupiva».

Marcell Jacobs, la corsa all'oro di Tokyo è partita dalla Calabria. Il papà putativo è di Rosarno

Ricordi incancellabili anche per il barbiere Antonio Pisano: «Ogni anno, come se fosse un rito, papà Mimmo portava i tre figli a tagliarsi i capelli nell’atelier di via Garibaldi. Marcell, che era più grandicello rispetto a Nicolò e Jacopo, era il più esigente di tutti. Voleva un taglio moderno, con i disegnini, ed io lo accontentavo. Una volta mi ha detto: “Antonio, se diventerò famoso, e spero di diventarlo, mi ricorderò di te”. Vedendolo l’altra sera in tv vincere le Olimpiadi ho pensato “Chissà se Marcell si sarà ricordato di me!”. Sarei immensamente felice se potessi incontrarlo di nuovo e stringerlo forte forte al cuore».
«Marcell – racconta ancora il suo papà putativo – ha vissuto con me, da quando aveva 7-8 anni sino ai 19-20 anni, allorquando, dopo essere entrato in Polizia, fu inviato a Gorizia per gli allenamenti. Credo di averlo aiutato a crescere come uomo,  a rapportarsi con le persone, e ormai grandicello gli ho insegnato a guidare la macchina, a fare il nodo della cravatta. Oggi da uomo vive la sua vita e gli impegni lo hanno allontanato fisicamente, ma quando  ritorna a Desenzano  ci vediamo e sempre affettuosamente, anche perché è legatissimo ai fratelli Nicolò e Jacopo. Oggi tutti saltano sul carro del "vincitore" ma qualche volta, specialmente quando  portavo Marcell da piccolo a giocare a calcio  qualcuno si arrogava il diritto di affermare" che è veloce il marocchino. Io mi infastidivo, ma Marcell non ci ha mai badato».

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