Giovedì, 30 Giugno 2022
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La Calabria e le sue peculiarità: le nocciole e il "NO" alla Ferrero. Nasce un nuovo modello di sviluppo FOTO | VIDEO

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La Calabria e i suoi "tesori" nascosti. Tra le tante peculiarità della nostra regione, una delle tante ancora poco conosciuta dagli stessi calabresi, c'è quella relativa alla risorsa delle nocciole. Nel cuore delle Serre calabresi, a cavallo tra le province di Catanzaro e Vibo, ecco 300 ettari di noccioleti. Una produzione di circa 3mila quintali ed una storia millenaria alle spalle. Una realtà di nicchia che ha detto "NO" alla Ferrero, la nota multinazionale piemontese che ovviamente usa le nocciole per la vastissima produzione di cioccolata della propria azienda. Hanno detto no i produttori alle avances di Ferrero, e non è la prima volta che accade, perchè l'obiettivo del Consorzio Tutela e Valorizzazione della Nocciola, nato nel 2008 e presieduto da Giuseppe Rotiroti, è quello di creare un processo di trasformazione in loco. Un nuovo modello di sviluppo insomma da radicare sul territorio immaginando un nuovo percorso di crescita socio-economica anche sotto il profilo turistico sfruttando le incontaminate bellezze naturalistiche del territorio tra Cardinale e Torre di Ruggiero. Ecco così che il Comune di Cardinale punta a diventare Borgo della Nocciola e ad implementare questa splendida realtà in loco con l'obiettivo di creare nuovi posti di lavoro e nuovi sbocchi occupazionali con ricadute importanti su tutto il territorio a cavallo tra il Tirreno e lo Ionio lungo la Trasversale delle Serre.

Tutto nasce nel 1700

In Calabria la coltivazione corilicola, e specificatamente nell’area delle Preserre, è stata introdotta verso la fine del 1700 dalla nobile famiglia partenopea dei Filangieri, possidente di vasti latifondi nella zona. Una presenza che ha lasciato un’impronta riconoscibile nella vocazione agricola e nel paesaggio, nell’attività siderurgica che con le importanti, ma ormai scomparse, ferriere contrassegnò la storia dei secoli passati, e ancora testimoniata, in agro di Cardinale, da un caratteristico castelletto di caccia, in località Razzona. Tra alterne vicende, dai primi impianti, il pregiato e salutare frutto si è ritagliato pian piano un suo spazio. Dalle grandi produzioni, in loco, degli anni ‘70 alla crisi di mercato per la stagnazione dei prezzi, all’iniziativa imprenditoriale, congiunta di produttori, ancora negli anni ’90, ad un nuovo periodo di abbandono. Iniziative che testimoniano, oltre ogni difficoltà, la volontà forte di portare avanti la coltura corilicola nel territorio.

La nascita del Consorzio

La costituzione nel 2008 del Consorzio “Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria” ha dato nuovo impulso alla produzione, la più importante nella regione. Il Consorzio, che ha sede a Torre di Ruggiero, unisce una quarantina di produttori e opera anche nel mercato fuori regione. È stato inserito nel circuito nazionale “Città della Nocciola”, annoverato tra le Comunità del Cibo “Nocciola di Calabria” di
“Slow food”. La nocciola nel corso dei secoli, ha assunto caratteristiche sue proprie, tali da delineare un nuovo ecotipo, la “Tonda calabrese” che è la dominante tra i corileti delle aziende aderenti al Consorzio. Nel 2020 la cultivar è stata iscritta dal Mipaaf nel registro nazionale delle varietà di fruttiferi locali come risorsa regionale di biodiversità da tutelare. La coltivazione originariamente circoscritta a Cardinale e Torre di Ruggiero, in provincia di Catanzaro e Simbario in provincia di Vibo Valentia, ora si estende in altri territori delle Preserre e Serre. La superficie coltivata a nocciolo dal Consorzio è di circa 300 ettari, con una produzione di circa 15 quintali annui per ettaro. Le altre varietà presenti sono la Tonda Romana e Tonda di Giffoni.

La Calabria quinta regione per produzione

La Calabria è la quinta regione per produzione, dopo Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia. La nocciola del Consorzio “Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria” negli ultimi anni è stata al centro di importanti eventi, oltreché di iniziative di animazione territoriale. Nel 2015 a Torre Ruggiero è stata ospitata l’Assise nazionale “Città della Nocciola” e la Tonda calabrese ha avuto la sua ribalta nell’ambito delle attività di promozione legate ad Expo, con la presenza di uno stand presso il Mercato Metropolitano a Milano. Ha guadagnato anche un posto di primo piano in competizioni riservate al settore gelatiero. Fra tradizioni e nuovi orizzonti: se l’operazione di raccolta, una volta impegnava famiglie e prevalentemente mano d’opera, oggi avviene con l’ausilio di strumenti meccanizzati dei quali il Consorzio si è dotato, assieme ad impianti per la pulitura, l’essicazione e il confezionamento. La prossima sfida è la produzione del semilavorato, direttamente nell’area di coltivazione, per una maggiore commercializzazione del prodotto. La nocciola rappresenta un ruolo importante per l’economia di due borghi, e pur con l’avvento delle nuove tecnologie, costituisce un tratto identitario radicato di generazione in generazione.

La storia del giovane produttore Rocco Rosanò

A Cardinale, tra i circa 40 produttori di nocciole, c'è anche il giovane Rocco Rosanò. Un ragazzo che ama in maniera viscerale la propria terra e che ha deciso di investire sulle nocciole e sul suo territorio di appartenenza:

"La mia azienda è partita quando avevo diciotto anni. Ho iniziato con la coltivazione dei tre ettari di famiglia. Via via ho comprato altri terreni ed oggi, quindici anni dopo, gli ettari sono diventati venti. Sono il più giovane produttore del Consorzio", racconta con orgoglio Rocco Rosanò.

"La passione per la nocciola – aggiunge – ce l’ho da quando ero bambino. Il tempo della raccolta l’ho vissuto sempre come una festa. Ero uno di quei ragazzini che ai bordi delle strade vendevano nocciole per racimolare i loro primi gruzzoletti. La raccolta oggi è meccanizzata, dove il terreno non lo consente avviene manualmente. Ho investito anche in trattori e strumenti per la lavorazione e la pulizia del terreno. Il mio sogno è: comprare ancora altri terreni per preservarli dall’abbandono, creare occasioni di lavoro per altri giovani come me, e vorrei che altri miei coetanei investissero come ho fatto io, perché da Cardinale non abbia la necessità di partire più nessuno.  Con la nocciola biologica si vuole dare più forza all’identità del territorio e aprirsi a nuove potenzialità, che interessino l’economia e la ricchezza di un’area sempre più vasta".

Dal Castello Filangieri, ai noccioleti. Nel cuore delle Serre

Tutto nasce, dunque, in località Razzona di Cardinale dove abbiamo incontrato il sindaco Danilo Staglianò e l'assessore all'Agricoltura, Massimo Rotiroti. E' da qui che nel 1700 nascono i noccioleti, in un luogo spettacolare con il Castello Filangieri a dare risalto ai luoghi nonostante l'impossibilità, almeno fino al momento, di poter pensare ad un percorso virtuoso di restauro e valorizzazione. La struttura è in mano ai privati, una famiglia catanzarese che ha acquistato l'immobile tempo fa. Un peccato perchè potrebbe davvero rappresentare un luogo di attrazione importante a 40' minuti da Vibo, a 15' da Serra San Bruno e Soverato. Pochi km ed entriamo nel cuore dei noccioleti incontrando i produttori: tra questi lo stesso presidente del Consorzio Giuseppe Rotiroti e il vicepresidente Domenico Martelli. Si valuta il percorso di crescita delle nocciole in attesa del periodo della raccolta previsto come ogni anno per fine agosto e per tutto il mese di settembre. Dalle loro voci e dai loro occhi traspare passione, amore per il proprio lavoro, quella "credenza" fondamentale per ottenere risultati importanti frutto di tanta abnegazione e duro lavoro intrapreso negli ultimi anni.

 

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