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Politiche, dietrofront ed epurati dalle liste: sono già “out” dieci eletti nel 2018

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A quattro giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione delle candidature al Parlamento, un dato appare certo: la rappresentanza calabrese che volerà a Roma avrà connotati politici diversi rispetti a quelli di cinque anni fa. Il taglio del numero degli eletti e i mutati equilibri all’interno dei partiti sono alla base di quella che appare una mini “rivoluzione”.
Le novità maggiori riguardano il Movimento 5 Stelle. Archiviato il boom elettorale tale da consentire l’elezione di 17 parlamentari su 30, i pentastellati non solo vedranno ridotto il numero di promossi, ma probabilmente saranno guidati da volti nuovi indicati da Giuseppe Conte. Tra coloro già fuori dalla contesa risultano esserci i deputati Massimo Misiti (coordinatore calabrese del Movimento), Paolo Parentela, e la senatrice Rosa Abate. E poi ancora gli ex 5 Stelle volati via in altre formazioni nel corso della legislatura ormai agli sgoccioli. Come non ricordare, ad esempio, i vari Nicola Morra, Francesco Sapia, Margherita Corrado, Francesco Forciniti? Tutti, per svariate ragioni, non saranno in lizza il prossimo 25 settembre.
Stesso discorso vale per il senatore forzista Marco Siclari, ancora impelagato in una vicenda giudiziaria che finora gli ha riservato soltanto dispiaceri. È fuori, ma per volontà del segretario nazionale del Pd Enrico Letta, anche il deputato dem Antonio Viscomi, docente universitario di Diritto del lavoro e già vicepresidente della Regione con Mario Oliverio governatore. Con ogni probabilità, nel futuro Parlamento non siederà nemmeno Sergio Torromino, esponente forzista subentrato a Montecitorio a Jole Santelli, nel 2020, dopo l’elezione di quest’ultima alla guida della Giunta calabrese.

I sospesi nel limbo

Ore di attesa (e passione) sono quelle che vivono alcuni uscenti ancora in attesa di conoscere il loro destino parlamentare. Il riferimento è alle senatrici Bianca Laura Granato e Silvia Vono, alla deputata Federica Dieni, tutte accomunate da una matrice grillina, adesso approdate in altre formazioni e non ancora certe di trovare un posto utile in lista. In realtà alla ricerca di un piazzamento importante ci sono pure diversi 5 Stelle. Il futuro di Alessandro Melicchio, Anna Laura Orrico, Elisabetta Barbuto, Elisa Scutellà e Giuseppe Fabio Auddino dipende dal risultato delle parlamentarie indette dal Movimento e dalle scelte finali dell’ex premier Conte, che avrà l’ultima parola sulle liste.

I “blindati”

Anche se i diretti interessati mai potrebbero ammetterlo ufficialmente, c’è un drappello di uscenti che già pregusta il ritorno tra le stanze vellutate della Capitale. È il caso del senatore azzurro Giuseppe Mangialavori - per lui sarebbe pronto un posto blindato nel listino bloccato per Palazzo Madama - del deputato berlusconiano Francesco Cannizzaro - tutti i sondaggi danno nettamente in testa il centrodestra nel collegio uninominale di Reggio Calabria dove il forzista sarà candidato - e di Wanda Ferro. Quest’ultima, fedele custode dell’ortodossia meloniana, dovrebbe guidare la lista di Fratelli d’Italia alla Camera e, forse, rappresentare la coalizione nell’uninominale di Catanzaro. Stesso discorso vale per Domenico Furgiuele, deputato ed alfiere della Lega a trazione salviniana. Comunque vada, per loro si profila un sicuro successo.

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