Lunedì, 26 Agosto 2019
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Ballottaggi in Calabria, sfida all'ultimo voto: candidati senza simboli di partito - Nomi e foto

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Una sfida all’ultimo voto. Combattuta all’arma bianca, casa per casa, senza esclusioni di colpi; caratterizzata da retroscena, alleanze informali e nessun apparentamento. È questa la fotografia dell’ultimo turno di elezioni amministrative destinato a indicare i sindaci dei quattro comuni calabresi chiamati al ballottaggio domenica prossima.

Si vota a Gioia Tauro, Rende, Montalto Uffugo e Corigliano Rossano. Nessuno dei vincitori raggiungerà però la meta sotto le insegne d’un partito: i duelli alle urne si consumeranno sotto il vessillo del “civismo”, cioè tra coalizioni formate da liste civiche (tranne che a Gioia dove compare l’Udc di Cesa).

Liste civiche magari ispirate anche da esponenti di forze politiche tradizionali ma orfane dei simboli dei partiti tradizionali che invece si contendono spazi e preferenze in chiave nazionale.

A Gioia Tauro, città di uno dei più grandi porti del Mediterraneo saranno di fronte l’ex sindaco Aldo Alessio e l’ex consigliere provinciale Raffaele D’Agostino. Due settimane fa è finita con Alessio al 44,71 per cento (4.426 voti) sostenuto solo da civiche e D’Agostino attestatosi al 24,53 (2428 voti) appoggiato da civiche e Udc. Nessun accordo di apparentamento con gli altri candidati sconfitti: Lino Gangemi (23,26), Nicola Zagarella (4,66) e Diego Fusaro (2,84).

Dall’altra parte della Calabria, in riva allo Ionio, per conquistare la poltrona più importante della terza città della regione per numero di abitanti – Corigliano Rossano – s’affrontano invece Flavio Stasi, ex consigliere comunale e Giuseppe Graziano, ex consigliere regionale. Il 26 maggio, appoggiati da formazioni civiche, avevano ottenuto rispettivamente il 40,8% con il sostegno di 5 liste e il 31,1% con l’appoggio di 13 liste. Lo sconfitto, Gino Promenzio, che aveva raggiunto il 27,73 % farà, almeno ufficialmente, da spettatore non avendo dato indicazioni di voto ai propri elettori.

A Rende, città che ospita invece l’Università della Calabria, si contendono il ruolo di primo cittadino, il sindaco uscente Marcello Manna che aveva raggiunto al primo turno il 31,5% con l’appoggio di sei liste e Sandro Principe, in passato sottosegretario di Stato e assessore regionale, attestatosi al 26,5% con il sostegno di quattro liste. Pur senza apparentamento formale tre dei sette candidati rimasti fuori dai giochi – l’ex consigliere regionale Mimmo Talarico, il professor Sergio Tursi Prato ed Eleonora Cafiero – hanno espresso indicazione di voto per Principe.

A Montalto Uffugo, patria del celeberrimo Ruggero Leoncavallo, il duello è tra il sindaco uscente Pietro Caracciolo, che ha sfiorato il successo al primo turno, riportando il 49,2% (con nove liste a sostegno), e Ugo Gravina (31,2% e otto liste a sostegno), già primo cittadino in passato. La candidata Maria Lirangi, non approdata al ballottaggio, rimarrà alla finestra: ha scelto, infatti, di non allearsi con i due contendenti.

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