Martedì, 04 Ottobre 2022
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Al Festival di Napoli, il videoclip girato nei borghi della Locride

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Rinasce a distanza di vent’anni e con una nuova impronta artistica multidisciplinare e nuove finalità “Taragnawa Project”, il progetto d’integrazione sociale e multiculturale che punta a proiettare l’idea della Calabria che incontra e abbraccia il mondo. Un ponte ideale tra la cultura e la musica popolare calabrese e quelle dell’area maghrebina con i suoni della tradizione Gnawa. Il progetto ha ripreso nuova vita grazie al musicista e cantante Nour Eddine Fatty, artista di origini marocchine da anni residente in Italia, tornato in Calabria l’estate scorsa per presentare il suo libro autobiografico “L’esilio del flautista - Hijra”.

Un evento che si è svolto sotto forma di recital musicale nel corso di un apprezzato tour partito da Locri, grazie all’associazione artistica e culturale “Casa Ilenia”. È stata quella l’occasione per scoprire che il pubblico ricordava ancora con grande entusiasmo il progetto musicale “Taragnawa” prodotto e promosso da Nour Eddine con altri artisti calabresi, che debuttò nel Duemila a Roccella Jonica come progetto discografico frutto dell’incontro fra due culture musicali del Mediterraneo.
Da lì è partita la scintilla creativa che ha riportato in vita il progetto in una nuova veste che riprende la forma originaria di connubio fra le tradizioni culturali calabresi contemporanee con quelle nordafricane e la arricchisce, oltre alla musica, anche di altre forme d’arte come danza, poesia, narrazione e di contenuti che abbracciano il cibo e la moda e ne fanno un evento itinerante in tutto il territorio calabrese.

In autunno è nato anche il primo lavoro, il videoclip musicale “Uma” (un termine che significa tranquillità, luce e splendore in sanscrito, ma che richiama anche la dea indù della montagna che insegna l’equilibrio nella vita), girato principalmente nel borgo di Sant’Agata del Bianco, in località Campolico, ai piedi dell’Aspromonte, ma anche a Casignana e Samo (i tre comuni calabresi hanno abbracciato subito il progetto del videoclip e collaborato alla sua realizzazione).
Si tratta di una produzione singolare e coinvolgente, che unisce, sullo sfondo di panorami e primi piani suggestivi, canti del deserto interpretati da Nour Eddine con il canto arcaico calabrese di Marco De Leo, evidenziando anche il legame dell’espressione della danza della Calabria con quella di tradizione maghrebina. Per il suo carattere innovativo, come modello d’integrazione di altre culture dentro il territorio calabrese e nello stesso tempo per l’opera di valorizzazione del territorio, il videoclip è stato selezionato dal Festival internazionale di Napoli e verrà diffuso in anteprima come presentazione ufficiale in 50 paesi del mondo in diretta streaming domani dalle ore 20.30.

© Riproduzione riservata

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