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Vibo, processo a due sacerdoti: accuse "inconsistenti"

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Depositate le motivazioni della sentenza emessa lo scorso giugno dal Tribunale di Vibo (presidente Tiziana Macrì) a carico di don Graziano Maccarone, 44 anni, ex segretario particolare del vescovo Renzo e di don Nicola De Luca, 43 anni, reggente della Chiesa Madonna del Rosario di Tropea e rettore del santuario di Santa Maria dell’Isola.
E se per don De Luca (avv. Giovanni Vecchio) lo stesso pm distrettuale Irene Crea aveva chiesto e ottenuto l’assoluzione «perché il fatto non costituisce reato», per don Maccarone (avv. Nicola D’Agostino e avv. Fortunata Iannello) – nei confronti del quale l’originaria imputazione era di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso – la richiesta del pm era stata di 7 anni e sei mesi di detenzione. Ma il Tribunale escludeva l’aggravante e riqualificato il reato di tentata estorsione in tentato esercizio delle proprie ragioni, applicando la prescrizione e dichiarando il non doversi procedere.
Nelle 65 pagine in cui il collegio giudicante articola le motivazioni viene ribadita non solo la sussistenza «di tutti gli elementi costitutivi del delitto di estorsione nemmeno allo stato di tentativo», fioso». Relativamente, invece, alla posizione di don De Luca il Tribunale ribadisce « completa estraneità al fatto» di don De Luca il quale è stato, appunto, assolto «per non aver commesso il fatto».

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