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Catanzaro, sit-in lavoratori della discarica di Alli. Martedì 8 incontro alla Regione

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Sit in questa mattina dei lavoratori dell’Alli Scarl davanti ai cancelli dell’impianto di rifiuti di Alli. I dipendenti rischiano il licenziamento, se entro il prossimo 13 marzo, quando scade la cassa integrazione attivata 6 mesi fa, la Regione non avrà autorizzato il conferimento in discarica del Multilaterale.

Al momento, infatti, è possibile conferire solo organico e indifferenziato. Sindacati e lavoratori hanno annunciato che la protesta, con il blocco dell’impianto, andrà avanti a oltranza fino a quando non avranno risposte. Il destino di 30 lavoratori è appeso a un filo. “Questa situazione è paradossale - dichiarano i lavoratori - per favorire i privati si lascia indietro un impianto pubblico ed è paradossale che ci troviamo in questa condizione visto che la pandemia non ha intaccato il comparto rifiuti”.

Dopo il sit-in alla discarica arriva la convocazione della Regione

Dopo mesi di attesa, oggi è arrivata la convocazione da parte della Regione Calabria: martedì 8 marzo (alle ore 15) i sindacati Fp Cgil-Fit Cisl-Uiltrasporti incontreranno i vertici della Cittadella regionale per affrontare le criticità che avvolgono la vicenda dei lavoratori dell’Alli Scarl a rischio licenziamento.

Questa mattina i lavoratori, insieme ai sindacati, hanno presidiato la discarica di Alli, luogo di lavoro dei dipendenti. L'assemblea di oggi è stata necessaria a causa dell'urgenza delle scadenze fra soli 10 giorni infatti finisce la Cassa integrazione per i 15 lavoratori che da settembre ne avevano accesso. A rischio, successivamente, il licenziamento per 30 lavoratori.

Fp Cgil-Fit Cisl-Uiltrasporti esprimono "parziale soddisfazione per la convocazione da parte della Regione Calabria. Potremo dirci soddisfatti quando la vertenza si concluderà in maniera favorevole per i lavoratori della discarica che rischiano di restare a casa. In un momento storico come quello che stiamo attraversando, è impensabile licenziare 30 persone e non pensare alle conseguenze sociali che ne derivano. Noi continueremo a difendere il diritto al lavoro per i dipendenti della Alli Scarl fin quando non otterremo le massime rassicurazioni e certezze".

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