Lunedì, 27 Giugno 2022
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Viaggio sulla SS 106, la strada della morte. La corsa ad ostacoli tra Davoli e Monasterace FOTO | VIDEO

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Gli incidenti mortali e le vittime si susseguono. Ed è un vero e proprio bollettino di guerra quello che scaturisce dalle tristi vicende che riguardano la Statale 106, la cosiddetta "strada della morte". Da Taranto a Reggio Calabria, tre regioni attraversate, una strada colabrodo, sebbene negli anni in più punti si sia intervenuti. Ma le criticità rimangono aperte, soprattutto nella Calabria Jonica da Nord a Sud ed in particolar modo nel basso Ionio Catanzarese. E' qui che si annidano ancora deficit strutturali enormi per un'arteria trafficatissima e pericolosissima. E a poco vale sottolineare che le morti, spesso giovani, avvenute su questa strada siano dovute all'eccesso di velocità. No, non può bastare questa risposta per motivare una vera e propria strage che prosegue negli anni: come dimenticare il tragico incidente del 21 agosto 2016 quando morirono 4 giovani a Santa Caterina dello Ionio, come dimenticare il tremendo incidente di pochi giorni fa, era il 31 gennaio, quando i cugini Davide e Gabriele Origlia hanno perso la vita in una curva maledetta sita nel comune di San Sostene?

30 km da "paura" tra Davoli e Monasterace

Siamo davanti, forse, al tratto in assoluto più pericoloso della SS 106. Lo percorriamo insieme ad un profondo conoscitore della zona, Guerino Nisticò (figlio del compianto Franco Nisticò, storico attivista di sinistra, che fece delle battaglie per la modernizzazione della 106 e del No al Ponte sullo Stretto le sue ragioni di vita, tanto da essere stroncato da un malore al termine di un comizio a Cannitello di Villa San Giovanni il 19 dicembre del 2009). Tra strettoie, tratti in cui le cunette non esistono più, tratti in cui i guardrail sono inesistenti, vere e proprie "strettoie" in prossimità dei vecchi ponti costruiti in epoca fascista. In uno di questi, a Badolato Marina, c'è un semaforo che consente ai pedoni di transitare proprio lì dove passano a tutta velocità le macchine, le moto, gli autobus, i camion ed i tir. E' un viaggio infuocato quello tra Davoli e Monasterace, al confine tra due province, quelle di Catanzaro e Reggio, dove la 106 fa davvero paura. Lo sa bene una anziana signora che transita spesso su quel ponte..., un'anziana che ci mostra come, nonostante ci sia il verde per i pedoni, i mezzi passino incuranti del passaggio dei pedoni. Una situazione vergognosa, per la quale più volte i residenti di Badolato hanno provato a risolvere con raccolte firme e richieste al Comune di poter inserire una passerella sul torrente Vodà che consente il passaggio ai pedoni. "La speranza sulla SS.106 - ci racconta Guerino Nisticò - non è stata solo tradita... ma è stata massacrata: è stata lasciata morire sull'asfalto, su quel tragico asfalto di sangue e lacrime, croci e fiori, su cui tante persone hanno perso la propria vita. Il nostro non è un auspicio, ma una vera e propria rivendicazione che parte dal basso. Le nostre comunità urlano da decenni inascoltate. Bisogna intervenire subito e la politica è chiamata a fare uno sforzo per mettere in piedi degli interventi pubblici strutturati che siano capaci a risolvere le emergenze sulla messa in sicurezza nel breve periodo, e un piano preciso e complessivo di ammodernamento sostenibile di tutta la strada statale. Non ci sono più scuse, è una vergogna di Stato. Bisogna passare dalle parole ai fatti e rispondere a quelli che sono i sacrosanti diritti della costa ionica. La gente è stufa e ha bisogno di risposte concrete".

Lo stato dell'arte dei lavori sulla SS 106

Poco più di un anno fa, era il 3 febbraio 2021, l'ex commissario straordinario della SS 106, Massimo Simonini, interveniva in audizione alla Camera davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti. L'ex dirigente di Anas aveva prospettato ai parlamentari delle due Commissioni una serie di slides in cui veniva esposto il riepilogo dello stato di attuazione degli interventi con ben 12 progetti riguardanti vari punti dell'arteria e con gli importi aggiornati per far sì che i lavori potessero essere effettuati. Ebbene, l'ammontare degli importi era di 3 miliardi di euro, di cui effettivamente disponibili 884 milioni e ottocento mila euro. Ma la politica è ferma e sorda e non interviene. Nel Def e nella Legge di Bilancio non c'è traccia di risorse e di interventi programmati nei prossimi anni per la SS 106 e né all'orizzonte si paventano possibili lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria attesi anche quelli da anni. Da tempo, ormai, sulla 106 non si interviene più neanche per i "rattoppi".

La strada statale 106 “Jonica” - come si evince dalle slides presentate da Simonini il 3 febbraio 2021 - collega Reggio Calabria a Taranto, attraverso un percorso di 491 km lungo la fascia litoranea jonica di Calabria, Basilicata e Puglia. Si tratta di un collegamento strategico per il Sud Italia, poiché mette in comunicazione i due capoluoghi, i numerosi comuni costieri, l’Autostrada del Mediterraneo e l’autostrada A14 “Adriatica” che termina proprio a Taranto. Lungo la statale Jonica, l’Anas ha già completato l’ampliamento a quattro corsie, con spartitraffico centrale, di tutto il tratto ricadente in Puglia (39 km) e in Basilicata (37 km). In Calabria sono stati ampliati a quattro corsie circa 67 km, di cui: 15 km al confine con la Basilicata (tra Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza); 5 km a ridosso dei centri abitati di Gabella Grande (frazione di Crotone); 22 km tra lo svincolo di Squillace e lo svincolo di Simeri Crichi (compresi 5,2 km del prolungamento della strada statale 280 “dei Due Mari”); infine 25 km tra Locri e Roccella Jonica (in provincia di Reggio Calabria).

Sempre in Calabria, Anas ha in atto un piano complessivo di riqualificazione dell’arteria, che comprende sia la realizzazione di tratti con due carreggiate separate, ciascuna a due corsie per senso di marcia, sia la messa in sicurezza dell’arteria esistente. Questo piano di riqualificazione punta a massimizzare la resa degli investimenti, con l’obiettivo di migliorare gli standard di servizio, innalzare il livello di sicurezza con costi e tempi sostenibili riducendo nel contempo l’impatto ambientale dell’infrastruttura e determinando una ricaduta economica immediata sul territorio.

Le proposte di Fabio Pugliese, ex presidente del Comitato Basta Vittime sulla SS 106

"Molto presto si riunirà il Consiglio Regionale della Calabria e, tra i punti all’ordine del giorno, sarà trattato quello relativo alla Strada Statale 106. Nei giorni scorsi - sottolinea Fabio Pugliese, ingegnere ed ex presidente del Comitato Basta Vittime sulla SS 106 - ho realizzato una pagina web per documentare, con atti amministrativi del Governo, un fatto, purtroppo, ormai conclamato: dalle Delibere CIPESS dei Governi degli ultimi 3 anni, fino al PNRR passando per l’ultima legge di Bilancio, non c’è alcuna traccia rispetto a nuovi finanziamenti sulla Statale 106. Il DEF 2021 (Documento di Economia e Finanza), nell’allegato infrastruttura non indica alcun nuovo intervento previsto sulla Statale 106 nei prossimi anni.

In pratica l’unica cosa che c’è oggi sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria sono 884,9 milioni di euro disponibili da anni e, quindi, non spesi...

Rispetto a questa amara realtà il Consiglio Regionale non ha alcun tipo di competenza in ordine alla strada Statale 106. Ha solo potere di indirizzo politico e, quindi, può dire al Governo come il Consiglio Regionale ritiene più opportuno investire le risorse già disponibili e secondo quali priorità.

Io auspico che il Consiglio Regionale riesca ad approvare un documento che possa chiarire sostanzialmente tre aspetti. Il primo ma anche il più importante: noi non vogliamo l’ammodernamento della Statale 106 per lotti ma pretendiamo che ciò avvenga sull’intero tracciato. Ciò implica che la Regione Calabria, consapevole del fatto che le risorse per fare ciò non sono disponibili deve assumersi la responsabilità una volta per tutte di indicare quali sono le priorità e, quindi, se (ad esempio), ritiene che si debba iniziare da Reggio Calabria verso Taranto o da Catanzaro verso Crotone o da chissà quale posto ma, lo ripeto, l’intento deve essere quello di iniziare da qualche parte per poi completarla tutta. Perché se da qualche parte non si inizierà non ne vedremo mai la fine… Tali scelte, inoltre, non deve essere frutto dei campanilismi o del clientelismo ma la politica regionale deve assumerle con senso di responsabilità rispetto ad analisi e valutazioni oggettive.

Il secondo: dalle risorse già disponibili e dalle poche risorse che arriveranno dal Contratto di Programma Anas 2021-2026 deve essere indicata la volontà di avviare un piano urgente di interventi di ordinaria e di straordinaria manutenzione ma anche di interventi di messa in sicurezza urgente su tutto il tracciato della Statale 106 in Calabria. Perché da circa tre anni gli attuali dirigenti di Anas Spa (bilanci di esercizio alla mano), non hanno fatto un bel nulla.

Il terzo: è necessario indicare al Governo la volontà di avere in Calabria una Dirigenza per la Struttura Territoriale che sia di primo piano e, quindi, formata da persone qualificate che nell’ambito dell’Anas Spa in Italia si sono contraddistinti da meriti e capacità oggettive ma, soprattutto, per capacità di spesa e quindi per capacità realizzativa. Non si possono fare le “rivoluzioni” con gli asini…

Confido - conclude Pugliese - nella possibilità che il prossimo Consiglio Regionale possa finalmente e concretamente dare un indirizzo politico chiaro e decisivo al Governo sulla Statale 106 e che non si trasformi, invece, nell’ennesimo teatrino della politica politicante a cui purtroppo, noi cittadini, siamo abituati da tanto tempo".

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