Martedì, 29 Novembre 2022
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Fnp Cisl Calabria, eletti i delegati al Congresso nazionale. Ribadita l’esigenza di un welfare territoriale

Conclusi a Feroleto Antico i lavori del 13° Congresso regionale della Federazione Nazionale Pensionati CISL Calabria che ha eletto il nuovo Consiglio generale e i delegati al Congresso nazionale. Concluso il dibattito e le operazioni di voto, viene immediatamente convocato e riunito il neoeletto Consiglio generale, con all’o.d.g. anche la nomina del Segretario regionale. Considerata la fase di riorganizzazione dell’FNP in Calabria, dopo breve discussione il Consiglio Generale all’unanimità ha proposto alla Segreteria nazionale la nomina di un reggente che assicuri la continuità con il percorso già avviato. Sono stati eletti i delegati al Congresso nazionale. Coordinatrice Donne FNP Cisl Calabria è stata eletta all’unanimità Antonella Pignataro.

A partire dal tema del Congresso, “Esploratori di futuro”, al centro dei lavori sono state le rivendicazioni contenute nella piattaforma sindacale su lavoro, pensioni, fisco, sviluppo, welfare, contrasto alle diseguaglianze sociali, economiche e geografiche del Paese. «Bisogna elaborare le politiche per il futuro», ha detto tra l’altro nella relazione introduttiva il Segretario regionale Cosimo Piscioneri che ha guidato l’organizzazione sindacale negli ultimi 8 anni: «La pandemia, che sconvolto i rapporti sociali e ha aggravato in Calabria la crisi economica, ci sta insegnando che bisogna costruire un sistema di protezione sociale che dia risposte eque e solidali. Lo Stato sociale e il sistema pensionistico non possono essere ridotti a questione di bilanci economici. Si deve affermare un sistema di welfare territoriale capace di leggere i bisogni delle persone e di rafforzare la coesione sociale. Non chiediamo politiche “compassionevoli”, ma meccanismi di redistribuzione attente al superamento delle disuguaglianze, a partire dal sostegno alle persone non autosufficienti», ha sottolineato Piscioneri, ricordando la fondamentale presenza che la FNP, con tutta la Cisl e i servizi collegati, ha esercitato durante il periodo del confinamento per sostenere persone e famiglie fragili, costituendo un importante punto di riferimento in tutti i territori della regione.

Ai lavori ha partecipato il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, che nel suo intervento, conclusivo dei lavori della prima serata, ha sottolineato l’esigenza di un sindacalismo forte, solido, capace di guardare al futuro, di generare sviluppo, di difendere la democrazia isolando gli estremismi. I pensionati rappresentano, per Sbarra, un comparto fondamentale del welfare nel nostro Paese, che si salva tutto insieme o non si salva. Bisogna perciò evitare assurde contrapposizioni tra anziani e giovani e costruire un vero patto tra generazioni. Non è mancato nell’intervento di Sbarra, come in tutti altri, il “no” allo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil: «Non è la scelta giusta», ha detto con forza. «Il Paese è impegnato in una difficile ripresa, nel mezzo di una pandemia che rialza la testa. Bisogna remare tutti nella stessa direzione e realizzare le riforme con il protagonismo delle parti sociali. Lo sciopero generale è lo strumento sbagliato, perché radicalizza il conflitto in una fase in cui serve coesione ed è incomprensibile di fronte alle positive evoluzioni che abbiamo conquistato in manovra finanziaria e le solide interlocuzioni avviate con il Governo». Così come è emerso con chiarezza che il confronto con il Governo proseguirà: «Bisogna continuare a percorrere la via del dialogo sociale – ha aggiunto –, migliorare ulteriormente il provvedimento nell’iter parlamentare, avanzare dentro e fuori il perimetro della Manovra, su scuola, lavoro stabile per giovani e donne, potenziamento del fondo caro bollette, investimenti e Mezzogiorno. Le riforme di fisco e pensioni, sulle quali cui il Governo si è impegnato a lavorare di concerto con il sindacato, vanno avviate e accelerate e l’agenda pubblica aggiornata alle priorità emergenti. La road map del 2022 è fitta: contrasto all’inflazione, ripartenza salariale e politica dei redditi; politiche attive e formazione, nuovi rapporti sociali e industriali partecipativi; dell’integrazione sociale e geografica; governance concertata degli investimenti e dei progetti del Pnrr. Temi che vanno declinati in un Progetto Paese organico, a cui noi vogliamo dare la forma di un grande Patto sociale tra governo, sistema delle imprese e sindacato e dare vita a un modello nuovo di economia sociale che metta al centro il lavoro, la crescita, la coesione del Paese».

Temi che saranno ribaditi nella manifestazione Cisl di sabato 18 dicembre a Roma, “Per lo sviluppo, il lavoro, la coesione: la responsabilità scende in piazza”. Tonino Russo, Segretario Generale dell’organizzazione sindacale in Calabria, al quale è stata affidata la presidenza del Congresso, ha sottolineato che la Cisl regionale parteciperà con convinzione all’iniziativa e ha ribadito la piena condivisione delle scelte della Segreteria nazionale e il “no” allo sciopero generale, perché «non servono rotture né inasprimenti, urge invece un grande patto sociale che punti a qualificare il lavoro per dare dignità alle persone, alla crescita salariale, a un recupero di produttività, ad attuare politiche industriali di sviluppo e politiche attive del lavoro, a un nuovo welfare. È necessario un sussulto di responsabilità, proseguire il confronto con il Governo ed evitare il rischio di interrompere un’interlocuzione positiva per i cittadini». Bisogna cogliere tutte le occasioni di dialogo e questo per Russo è fondamentale anche sul piano regionale. La Cisl, infatti, dà atto al Presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto di aver avviato diversi tavoli di confronto con le organizzazioni dei lavoratori: si apre la possibilità di affrontare costruttivamente in Calabria questioni cruciali che attendono soluzione da anni e anni.

Al Congresso è intervenuta l’Assessora alle Politiche Sociali della Regione, Tilde Minasi, la quale – nel porgere un augurio di buon lavoro e il saluto del Presidente Occhiuto, impegnato a Roma – ha sottolineato il ruolo fondamentale della Cisl e del sindacato in generale nel contribuire ad un piano complessivo sulle politiche sociali perché «non si può lavorare sull’emergenza», alla costruzione di un assetto sociale più equo anche per le nuove generazioni. E sarà fondamentale, ha aggiunto, la capacità di lavorare in squadra.

Il dibattito, molto partecipato, con interventi dai diversi territori della Calabria, è stato concluso, nella giornata del 14, dal Segretario Generale della FNP CISL nazionale, Piero Ragazzini, il quale ha fatto il punto sul confronto con il Governo e sulle prospettive. «Il Governo – ha detto – ci ha presentato l’impianto di ripartizione dei sette miliardi per quanto. Riguarda l’Irpef: registriamo che l’85% viene destinato alle fasce di reddito al di sotto dei 50 mila euro per lavoratori dipendenti e pensionati. Abbiamo chiesto di rafforzare ulteriormente gli sgravi soprattutto per le persone collocate nelle fasce medio basse che sono quelle che hanno pagato e continuano a pagare pesantemente il prezzo della crisi e della pandemia. Abbiamo apprezzato che il Governo metta a disposizione un miliardo e mezzo per la decontribuzione ai lavoratori dipendenti in fasce al di sotto dei 47 mila euro. È una misura temporanea, abbiamo chiesto che diventi strutturale e, nel caso venga confermata, l’impegno della Cisl è di muoversi in questa direzione soprattutto quando si aprirà il secondo tempo della misura complessiva del sistema fiscale. Abbiamo chiesto al Governo di anticipare i tempi del confronto per la riforma strutturale del sistema fiscale e abbiamo avuto piena disponibilità. Importante l’investimento di 500 milioni di euro per rafforzare il fondo compensazione finalizzato per fronteggiare il caro bollette; importante che il Governo ci abbia assicurato la disponibilità di aumentare la no tax area per i pensionati a 8.500 euro. Consideriamo queste prime conquiste sociali importanti per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati. Ovviamente – ha sottolineato Ragazzini – tutto ciò non basta. Continueremo ad esercitare nei prossimi giorni e settimane una forte pressione sul Parlamento nel tentativo di cambiare e migliorare l’impostazione della legge di stabilità che presenta tantissime luci frutto della nostra mobilitazione e della nostra lotta. Ci sono ancora ombre: bisogna fare di più sul lavoro, sugli investimenti, sulla scuola, sulle pensioni».

 

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