Martedì, 26 Ottobre 2021
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Incendi Calabria, summit con il capo della Protezione civile per programmare interventi

Il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, ha partecipato nella prefettura di Reggio Calabria alla riunione del Centro coordinamento soccorsi, assieme al Prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani. Da giorni la provincia è devastata dagli incendi che hanno causato vittime e devastazione. Sul punto è intervenuto sui social il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, che ha partecipato all'incontro:  «Con il capo della Prociv Fabrizio Curcio abbiamo verificato le criticità esistenti sul fronte incendi e programmato interventi di messa in sicurezza del territorio. Serve un grande piano di risarcimento economico ed ambientale del nostro territorio. Grazie al presidente Draghi, per aver risposto immediatamente al nostro appello. Lavoriamo insieme ai sindaci su gestione emergenza e ricostruzione economica e ambientale». Curcio poi sorvolerà in elicottero le zone colpite dagli incendi per poi partecipare a una riunione nella sede della Giunta regionale a Catanzaro indetta dal presidente facente funzioni, Nino Spirlì.

Mattarella: "Danni di immensa portata"

In una Calabria divorata da giorni dalle fiamme, con 11mila ettari andati in fumo, dopo il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, per verificare sul campo la situazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visto con i propri occhi i danni causati dal fuoco, sorvolando le zone dell’oristanese colpite dai gravissimi incendi di fine luglio. «Vedere direttamente la devastazione provocata dagli incendi fa comprendere l’immensa portata dei danni provocati alla vita dei comuni colpiti e al loro territorio e del pregiudizio arrecato al futuro dei giovani» ha detto il capo dello Stato, lanciando un monito: «Chi se ne è reso colpevole ha sulla coscienza una gravissima responsabilità». E anche oggi i roghi non accennano a fermarsi. In Calabria, però, sembra registrarsi un «certo miglioramento della situazione degli incendi, anche se il dato va preso con estrema cautela» ha detto Curcio al termine di una riunione del Centro coordinamento soccorsi a Reggio Calabria, spiegando di essersi recato lì «per portare un supporto operativo ed esprimere la vicinanza del Presidenza del Consiglio dei Ministri, e del Presidente Mario Draghi in particolare, ad un’area colpita anche con vittime e ragionare con il territorio su come uscire da questo momento difficile».

La conta dei danni

Facendo la conta dei danni, in Calabria è stato «stimato, grazie alle immagini satellitari, che 11 mila ettari di aree sono state colpite da fuoco». «La Calabria è molto colpita - ha sottolineato Curcio -, ma anche altre regioni, come la Sicilia e la Sardegna sono altrettanto ferite. C'é una campagna antincendi che é tutt'altro che finita e c'è ancora da andare avanti».

In Calabria lo stato di mobilitazione nazionale

«Per il momento è stato dichiarato lo stato di mobilitazione nazionale, così come è stato fatto in Sicilia, che per la Regione Calabria è stato firmato dal presidente del Consiglio Draghi domenica scorsa». Lo ha affermato il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, al termine della riunione in Prefettura a Reggio Calabria.
«Questo ha consentito al sistema di mobilitare delle risorse fuori regione, ha consentito al corpo nazionale, che già aveva raddoppiato i propri turni, di mobilitare ulteriori risorse. Ha consentito di permettere ai sindaci, per esempio, di lavorare sulle somme urgenze. Dal punto di vista operativo quella dichiarazione di mobilitazione nazionale ha aiutato il territorio ad essere più reattivo nella gestione emergenziale».

«Tutti dobbiamo fare di più. Quando ci sono situazioni di questo tipo, soprattutto noi che facciamo un’attività di tipo operativo, veniamo a ragionare con chi lavora sul territorio - ha aggiunto Curcio -. Ringrazio il prefetto che ha gestito in questi giorni il centro coordinamento soccorso, con i sindaci, con i colleghi del corpo nazionale dei vigili del fuoco, con il volontariato, con le strutture che si sono adoperate. Noi oggi stiamo verificando come chiudere questa fase operativa, oggi ci sono ancora incendi in Calabria, dopo si parlerà della prevenzione, della linea del bosco, di come tutelare i boschi, delle aree protette, di chi poteva fare di più, chi ha fatto bene, chi può migliorare. Oggi non sono venuto a esprimere giudizi su nessuno ma a portare il supporto operativo, l’idea della presidenza del Consiglio dei ministri e del presidente Draghi di essere vicino a un territorio duramente colpito anche con vittime e a ragione con il territorio su come uscire da questo momento».

«Si è fatto un punto di situazione sullo stato in atto. Stiamo registrando un certo miglioramento degli incendi, sempre da prendere con estrema cautela. Le temperature, in leggero calo, ci aiutano, le richieste al momento risultano essere, per quello che riguarda la Regione Calabria, gestibili e coperte». ha continuato il capo della Protezione civile nazionale. «Abbiamo richieste da altre parti delle regioni. Si vede che si sta spostando la richiesta verso il nord, dalla Basilicata, dal Lazio. Ricordiamoci che noi dobbiamo avere comunque una visione di tipo nazionale».

Dolo e ritardi

«Non abbiamo parlato del dolo, sappiamo che molti di questi incendi hanno la mano dell’uomo, volontaria o involontaria, ma non abbiamo affrontato questo tema. Sono emerse le procedure per proseguire a gestire questa fase operativa e soprattutto si sono fatti dei ragionamenti più ampi anche in termini di prevenzione, rapporto col Parco, che non sono temi di adesso, sono temi di prima e saranno temi di dopo. Quindi si sono poste le basi per ragionare su come migliorare alcune attività di prevenzione».
E sui canadair: «Abbiamo discusso degli interventi dei canadair perché le procedure per l’attivazione dei mezzi aerei della flotta di Stato è una procedura molto consolidata che tiene conto ovviamente delle esigenze del territorio, ma anche delle esigenze nazionali. Ci siamo confrontati su questo, abbiamo anche spiegato le procedure. Credo che il rapporto sia stato di assoluta cooperazione, anzi voglio ringraziare molto i sindaci perché il sindaco è l’interfaccia con il cittadino, quello che al di là dell’autorità di protezione civile, poi deve convincere il cittadino a lasciare le proprie case se pur momentaneamente, dev'essere quello che fa le somme urgenze e quello che deve dare le risposte al cittadino, quindi questo confronto aiuta noi a spiegare alcune procedure nazionali, che magari non sono sempre molto note, e aiuta credo anche loro a comprendere che il sistema è un sistema che funziona a livelli».

Lavorare sulle emergenze

«Il mandato è quello di ascoltare il territorio, dopodiché ci sarà una valutazione che sarà dal punto di vista tecnico e poi se ne farà una più complessiva», ha spiegato Fabrizio Curcio. «Abbiamo l’Oristanese molto colpito, una Sicilia molto colpita, una Calabria molto colpita, abbiamo una campagna incendi che non è finita, siamo ancora prima di Ferragosto quindi ancora dobbiamo andare avanti e dopo si faranno le valutazioni nelle sedi opportune».

Falcomatà: "Agire subito"

“In Prefettura a Reggio Calabria riunione operativa molto proficua alla presenza del capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio”, è il commento del sindaco Falcomatà: “Bisogna agire da subito per i risarcimenti e la messa in sicurezza delle aree colpite dagli incendi".

"Il nostro territorio sta attraversando un momento difficilissimo e i sindaci si sono ritrovati da soli a dover agire davvero a mani nude per far fronte ad una serie di eventi tragici e di straordinaria portata.  Con il presidente Draghi ho avuto modo di fare un punto generale sulle condizioni di grave emergenza in cui versa il territorio metropolitano di Reggio Calabria, con l'obiettivo di mettere in rilievo le principali esigenze manifestate dalle comunità. A cominciare dalla necessità di predisporre da subito un piano capillare di gestione e monitoraggio dell'emergenza che è ancora pienamente in corso, sebbene le notizie delle ultime ore provenienti dai vari fronti di fuoco e dalle unità operative impegnate che non finiremo mai di ringraziare, sembrano moderatamente incoraggianti. Nell'immediato il territorio necessita del ripristino del sistema viario, delle reti idrografiche e della sentieristica. Accanto a ciò - ha precisato il sindaco Falcomatà - occorre continuare a mantenere altissimo il livello di guardia perché ciò che sta accadendo da giorni ha un carattere e una portata mai visti prima. In secondo luogo, crediamo sia fondamentale mettere in atto sin da ora una profonda e attenta azione di ricostruzione che deve abbracciare sia gli aspetti ambientali che quelli di natura economica e sociale".

Al termine del vertice in Prefettura, il sindaco Falcomatà ha convocato una riunione a Palazzo "Corrado Alvaro" per svolgere ulteriori approfondimenti, con il supporto di dirigenti e tecnici dell'Ente metropolitano e dei consiglieri metropolitani Carmelo Versace e Salvatore Fuda, circa gli aspetti legati alla organizzazione e pianificazione degli interventi nelle varie aree colpite ma anche per verificare i profili di responsabilità, rispetto alle mancate attività di prevenzione e presidio, legati agli eventi che sono accaduti in questi giorni ai danni del territorio e del patrimonio ambientale.

 

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