Sabato, 27 Novembre 2021
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Sanità, in Calabria sindacati in protesta alla Regione: "Serve una svolta" - FOTO

«È sempre più urgente una svolta e un cambio di passo nella sanità calabrese». È quanto affermano Cgil, Cisl e Uil Calabria, che per questa mattina hanno proclamato lo stato di agitazione del personale del settore organizzando un'assemblea-sit in davanti alla sede della Regione a Catanzaro. Sono circa 300 i lavoratori della sanità calabrese pubblica e privata che stanno manifestando sotto la Cittadella degli uffici per denunciare lo stato di emergenza del settore e chiedere «risposte concrete e immediate» al commissario ad acta Guido Longo e al governo nazionale.
Tra le rivendicazioni dei sindacati lo sblocco delle assunzioni e delle stabilizzazioni in modo da colmare l'endemica e gravissima carenza di personale nelle strutture sanitarie calabresi, l'erogazione dell'indennità Covid ai lavoratori, il complessivo rilancio della sanità pubblica con il privato in funzione di integrazione, la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale, il rispetto delle relazioni sindacali e il ripristino del confronto con il commissario. Al sit-in partecipano i segretari generali di Cgil Calabria, Cisl Calabria e Uil Calabria, rispettivamente Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, che saranno ricevuti dal commissario Guido Longo in mattinata.
«Il ministro della Salute Speranza riapra il tavolo nazionale sulla sanità calabrese». Lo hanno detto i segretari generali della Cgil Calabria, Angelo Sposato, della Cisl Calabria, Tonino Russo, e della Uil Calabria, Santo Biondo, nell’assemblea-sit in in corso davanti la sede della Regione a Catanzaro per denunciare lo stato di emergenza della sanità calabrese.
«Manifestiamo per avere una sanità dignitosa, per avere impegni sia da parte del governo nazionale sia da parte del commissario», ha spiegato Sposato: «Oggi - ha proseguito il segretario della Cgil calabrese - ci aspettiamo risposte concrete perchè abbiamo una sanità al collasso, e senza risposte concrete la lotta continuerà».
Per Russo «bisogna necessariamente cambiare passo per tutelare il diritto alla salute dei calabresi. C'è bisogno assoluto di personale e non si comprende perchè non si scorrono le graduatorie, non ci sono nuovi reclutamenti, ed è grave perchè non ci può essere riorganizzazione che tenga se non si mette mano a questi aspetti. Poi - ha aggiunto il segretario della Cisl Calabria - vanno riorganizzate le reti territoriali e ospedaliere, va salvaguardata la sanità pubblica, con il privato che deve essere a coronamento, integrare e non sostituire il pubblico. E poi ai lavoratori della sanità calabrese che definiamo eroi, ancora non è stata corrisposta l’indennità Covid e non comprendiamo il perchè, visto che da un anno il governo ha inviato le risorse e c'è anche un accordo con i sindacati».

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