Domenica, 25 Luglio 2021
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Ponte sullo Stretto, che confusione! Siamo sempre nella fase istruttoria

Senza il potenziamento dell’Alta velocità sulla Salerno-Reggio Calabria, il Ponte sullo Stretto rischia di diventare una «cattedrale nel deserto». Ieri la ministra per il Sud, Mara Carfagna, nel corso di un’audizione in Parlamento sul Piano di ripresa e resilienza, ha indicato lo scenario per l’attraversamento stabile sullo Stretto di Messina. «La linea di serietà di questo governo nella comunicazione – ha premesso – ci impone di non fare annunci su progetti non adeguatamente approfonditi». Del progetto Carfagna ha «iniziato a parlarne» con il ministro dell’Economia, Daniele Franco. Siamo -  ha precisato Carfagna, sollecitata a parlarne dalle domande dei parlamentari - in una «fase di istruttoria». «Premesso che il Fsc (Fondo di coesione e sviluppo, ndr) può solo cofinanziare un’opera del genere, mi riservo di esprimere la linea del governo quando questo dossier avrà ricevuto approfondimento necessario». In questa direzione il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha precisato: «La commissione tecnica» sul collegamento tra Calabria e Sicilia «sta lavorando per ultimare il rapporto. Avrò a breve un incontro con la commissione per ultimare il lavoro e sottoporlo al dibattito pubblico». Intanto sul fronte politico prende quota l’Intergruppo parlamentare composto da diverse anime della politica nazionale, nel segno del “Ponte sullo Stretto e del rilancio che parte dal Sud”. Un’alleanza finalizzata allo sviluppo infrastrutturale italiano partendo dal Meridione che, capovolgendo il paradigma, è inteso come espressione di potenzialità socio-economiche. Coinvolgendo diversi protagonisti della scena politica, caratterizzati da percorsi differenti ma animati da un’ambizione condivisa: riaprire il dibattito su alcune tematiche, con il contributo di esperti del settore e rivalutando i tanti progetti esistenti.
Dell’Intergruppo fanno parte parlaemntari di Italia Viva, Forza Italia e Lega. I primi firmatari sono esponenti di Iv: Faraone, Magorno, Scoma, Sudano, Ungaro; di Forza Italia: Barboni, Barachini, Bartolozzi, Berardi, Caligiuri, Cannizzaro, Cesaro, D’Attis, Gallone, Giammanco, Mallegni, Mazzetti, Occhiuto, Papatheu, Paroli, Perosino, Prestigiacomo, Rizzotti, Russo, Schifani, Siclari, Siracusano, Sozzani; della Lega: Furgiuele, Pagano, Pepe, Rixi, Rufa.

Movimento 5 Stelle all'attacco

Una mossa che ha provocato la reazione dei senatori M5s in commissione Lavori Pubblici e Trasporti: «Sa davvero di amarcord anni ‘80 l’insistenza miope con cui Lega, Forza Italia e Italia Viva continuano a spingere l’idea del ponte sullo Stretto di Messina. La baldanza dei tre partiti è sfociata addirittura in un intergruppo parlamentare del cemento dedicato ad hoc a questo progetto, che solo pochi giorni fa è stato bollato come «fuori contesto» da Enrico Giovannini. Il quale, lo ricordiamo, è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo di cui Lega, FI e IV fanno parte. Una cattedrale nel deserto non risolve nulla». Non la pensava così fino ai eri il viceministro “grillino” Giancarlo Cancelleri. Della serie, mettetevi d’accordo.

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