Martedì, 18 Febbraio 2020
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Drammatica gimkana tra le buche per le strade di Reggio Calabria

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Un campo di guerra. Le buche a Reggio Calabria spuntano a ripetizione e non lasciano scampo agli automobilisti. Anche nelle strade oggetto di recenti interventi di riqualificazione spuntano nuovi crateri. Il problema è quasi sempre quello del cedimento dell’asfalto causato nella stragrande maggioranza dei casi dalle perdite idriche nel sottosuolo. Anche nelle vie della zona Nord della città, riqualificate dall’Anas nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto col Comune e Città metropolitana per i lavori sulla tangenziale, si sono aperte voragini che sono state ripristinate.

Ma la fotografia generale della città dimostra che il territorio urbano sembra un campo minato. Da Pentimele a Ciccarello, passando per Gallico e Sbarre automobilisti e motociclisti devono fare un gimkana tra le buche. Le condizioni di via Cataonoso e della traversa Graziella sono solo alcuni dei particolari Fioccano le richieste di risarcimento di danni causati dalle buche stradali soprattutto (e aggiungiamo per fortuna) per le ripercussioni ai mezzi.

Il piano da 50 milioni di euro

All’inizio di dicembre del 2016 l’amministrazione presentò un grande progetto di riqualificazone delle strade. Nel dettaglio la città era stata divisa in cinque lotti. Per il primo lotto che include la zona che va da Archi a Nord e passando dal centro storico arriva alla zona Stadio (compreso il centro storico), era stato previsto un investimento di 20 milioni di euro. Il Lotto 2 che interessava l’area a Nord e quindi le ex circoscrizioni di Gallico e Catona doveva ricevere interventi per 10 milioni di euro. Il Lotto 3 che si concentrava sulla zona sud (Pellaro e Ravagnese) per una spesa quasi prossima ai 10 milioni (9.550.000), mentre il lotto 4 racchiudeva tutta la zona a monte della città e quindi quei piccoli centri come Ortì, Podargoni, Terreti, Mosorrofa, che forse più di tutti lamentano della problematica strade. Qui la somma dedicata alle periferie montane ammontava ad 8 milioni di euro. Da 10 milioni di euro lo stanziamento è sceso di due milioni che sono stati dirottati in altro lotto specifico per Santa Venere. In tal senso il Consiglio comunale aveva approvato un piano stralcio degli interventi proprio per la frazione di Santa Venere che necessita di interventi speciali.

Nei giorni scorsi l’amministrazione ha approvato anche una serie di studi di fattibilità inerenti la riqualificazione della rete viaria cittadina.

Fioccano i contenziosi

I cittadini continuano a lamentare la situazione precaria delle strade ma come già scritto da questo giornale la Corte d'Appello ha confermato la sentenza del tribunale e che in un caso specifico inerenti i danni provocati dalla buche ha accertato come non fossero stati provati i requisiti della non visibilità e della non prevedibilità integranti gli estremi dell'insidia stradale di cui l'amministrazione comunale era stata chiamata a rispondere. La Cassazione ha confermato la pronuncia della Corte d'Appello che nella motivazione del rigetto della richiesta di risarcimento aveva sancito la possibilità di avvistare le buche con una condotta di guida più attenta alle condizioni del manto stradale. Una pronuncia importante e significativa che in sostanza indica agli automobilisti di Reggio di andare piano e di guidare con un'andatura in grado di individuare preliminarmente le buche.

Si ricorda che, nel solo 2017, erano state 169 richieste di risarcimento. Di queste intimazioni 31 sono finite già nelle aule di giustizia; 138 erano le istanze di negoziazioni di cui 115 definite e 23 concluse con un mancato accordo. C’è anche chi specula, sia chiaro, ma i dati sono impressionanti perché tutti questi giudizi rischiano di trasformarsi in debiti fuori bilancio che tanto hanno pesato e continueranno a farlo sui bilanci già risicati di Palazzo San Giorgio. Si parla di verse centinaia di migliaia di euro tra la sorte capitale del danno, gli oneri di causa se il giudizio viene perso e le spese legali. Un volume di spesa impressionante che non fa dormire sonni tranquilli agli amministratori di Palazzo San Giorgio.

© Riproduzione riservata

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