Martedì, 27 Ottobre 2020
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SERIE B

Reggina, fidati di Nicolas Viola: "Il doppio salto? Perché no"

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Gli amaranto si ritroveranno nel pomeriggio al Sant'Agata. Inizia oggi la settimana che porterà dritti verso lo striscione di partenza. C'è da preparare il debutto in campionato previsto, per sabato, allo stadio “Arechi” dove ci sarà affrontare l'agguerrita Salernitana di Fabrizio Castori. Le indicazioni incoraggianti scaturite dalle amichevoli contro Vigor Lamezia, Benevento e Acireale, andranno incontro alla prima verifica ufficiale della stagione.

C'è anche un altro amabile ex come Nicolas Viola che non vede l'ora di tornare in campo. Reduce da un infortunio al menisco, il centrocampista del Benevento conta di tornare disponibile per Pippo Inzaghi verso la metà di ottobre. Originario di Taurianova, cresciuto nelle giovanili della Reggina, ha debuttato in prima squadra nel 2008. Sessantasette presenze con un bottino di tredici reti.

Dotato di una buona visione di gioco e di un rispettabile tiro dalla distanza, Viola è uno dei pilastri della formazione sannita, rientrata trionfalmente in serie A. In amichevole ha fermato all'Olimpico la Lazio: «Buon pari - dice Nicolas - si avvicina l'esordio in campionato. Non sarà semplice, comunque siamo pronti».

Che Reggina ha visto nel test al “Vigorito”?

«Una compagine in forma che ci ha creato qualche grattacapo. Toscano è un buon allenatore e lo ha dimostrato stravincendo il girone di Lega Pro».

Conta di assistere alla sfida dell'Arechi, sabato prossimo?

«Penso di sì. Essendo ancora indisponibile, non andrò in Liguria e dovrò fare solo una manciata di chilometri. Mi auguro di vedere una bella partita. So già da quale parte mi batterà il cuore. In B, giova ripeterlo, non c'è nulla di scontato e anche un pareggio potrebbe tornare utile. Fondamentale partire nel migliore dei modi».

Si sbilanci: lottare per la serie A è al momento una suggestione o una ipotesi praticabile?

«Secondo me ci sono i presupposti per il doppio salto. Il presidente Gallo ha riacceso la miccia dell'entusiasmo. La città di Reggio è tornata nel calcio che conta».

Presto si rivedrà il pubblico sugli spalti.

«Finalmente, era ora. Compiuto il primo passo, mi auguro che il numero degli spettatori possa aumentare. Le porte chiuse mettono tristezza. Il calcio è coinvolgimento, passione, soprattutto nelle piazze del sud».

Ripensa al “bolide” di Rigoni nella semifinale play off con il Novara di qualche anno fa?

«Ci penso sempre. Eravamo ad un passo dalla finale. C'è il rammarico per non essere andati in A. Di quella squadra faceva parte anche mio fratello Alessio. Peccato, lo sport, a volte, è crudele».

A proposito di Alessio: lo rivedremo in pista?

«Tornerà a giocare in C o in B. Le qualità non gli mancano».

Lo scudetto resterà a Torino, sponda Juve?

«Potrebbe prendere anche la via di Milano. Inter e Milan lotteranno fino all'ultimo. La Juve resta favorita visto che ha la fortuna di avere Cristiano Ronaldo. Lazio e Atalanta possibili outsider».

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