Giovedì, 26 Novembre 2020
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Stop con il Benevento, per il Cosenza è crisi nera: Braglia al capolinea

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Lo stop con il Benevento, leva al Cosenza un'altra opportunità per opporsi al destino designato in questo momento dalla classifica. I rossoblù non riescono a sfruttare neppure l'effetto “Marulla” per reagire al kappaò di Pescara.

La squadra di Piero Braglia non riesce a capitalizzare neppure la reazione generosa del secondo tempo. Il toscano si presenta in sala stampa notevolmente abbacchiato. Il kappaò di ieri lo mette in forte discussione. Sono ore di riflessione in società. La dirigenza sta prendendo in considerazione altri profili con cui ripartire. A Livorno potrebbe toccare a Roberto Occhiuzzi.

Braglia, apparso svuotato dallo 0-1 con i giallorossi, non cerca appigli nelle sterile reazione del secondo tempo, ancora una volta il suo antidoto per superare il momento profondamente negativo si è rivelato infruttuoso. E sono tanti i tentativi già andati male.

«Abbiamo fatto un passo indietro rispetto a Pescara. Dopo la gara dell'“Adriatico” - ha detto l'allenatore toscano - pensavo avessimo trovato la quadratura ma non è stato così. Al di là della bravura del Benevento non siamo riusciti a giocare serenamente il pallone. Potevamo sfruttare meglio due occasioni ma non lo abbiamo fatto. Non avevo il sentore di questa prestazione. Dovevamo di puntare di più sull'uno contro uno dopo essere rimasti in superiorità numerica ma ci abbiamo provato soltanto con Baez e Machach. Dovremmo fare di più e avere una personalità maggiore».

«Non dobbiamo nasconderci - ha spiegato ancora il tecnico - dietro gli alibi perché i nostri avversari avevano delle assenze. Negli altri anni in casa abbiamo giocato molto meglio rispetto a questa sera. Sono stanco di ripetere sempre le stesse cose». L'ingresso di Lazaar troppo tardiva? «Al momento non ha la condizione fisica per giocare di più. Non sono così scemo da non far giocare chi può darci una mano. Se faccio alcune scelte è perché sono dettate da motivi precisi. Il problema di questa situazione è collettivo non possiamo cercare risposte nei singoli. Dobbiamo trovare la soluzione in tempi brevi perché il tempo continua a trascorrere e così è inammissibili».

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