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Pizzo, avvistata una balenottera al largo della Marinella

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Avvistata una balenottera comune al largo della Marinella, ed in particolare nei pressi del Nautico. Quello di sabato, è un evento raro ma non unico, visto che a Pizzo ben 34 anni fa si registrò lo spiaggiamento di un analogo esemplare.

E, sin da quello storico spiaggiamento della giovane femmina di Balenottera comune alla Seggiola (avvenuto il 20 settembre del 1986), il naturalista del Wwf, Pino Paolillo ha monitorato per decenni le segnalazioni e gli spiaggiamenti di tutti i Cetacei sulle coste calabresi, divenendo per lunghi anni il corrispondente di zona del Centro Studi Cetacei che all'epoca aveva sede presso la Società Italiana di Scienze Naturali del Museo Civico di Milano.

Il naturalista evidenzia comunque che il passaggio di Balenottere comuni davanti alle nostre coste è un fatto ormai abituale, trattandosi probabilmente di individui che proprio in questo periodo si spostano verso le aree del Mediterraneo meridionale, libiche o tunisine, dove trascorreranno l'inverno dopo il periodo di alimentazione a base di piccoli crostacei, una specie di "krill mediterraneo", nel cosiddetto Santuario dei Cetacei, il tratto di mare compreso tra la Costa Azzurra e la Liguria, particolarmente ricco di questo alimento in estate.

«In alcuni casi - racconta Paolillo - le balenottere si sono introdotte nel porto di Vibo Marina (e in altri della costa tirrenica), creando diverse difficoltà prima di allontanarsi spontaneamente. Quello che bisogna raccomandare in caso di avvistamento è di mantenersi alla massima distanza possibile e di spegnere i motori, evitando assolutamente di avvicinarsi all'animale per scattare foto o fare video».

I cetacei sono particolarmente sensibili all'inquinamento acustico «che aumenta il livello di stress e provoca modifiche nel comportamento di nuoto. Da non sottovalutare altresì il problema delle collisioni con le imbarcazioni che possono arrecare ferite gravissime, come nel caso della famosa balenottera "codamozza", se non addirittura la morte dell'animale in caso di grossi natanti. Quindi, massimo rispetto e mantenere le distanze».

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