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Crucoli, la sagra della sardella approda sulla tv belga: una tradizione che rischia l'estinzione

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La sagra della sardella di Crucoli approda sulla tv belga, al tg con il servizio “Peche interdite - Les résistants de la sardella” che parla di una “tradizione ancestrale” che rischia di scomparire perché la pesca, la produzione e la vendita sono limitate e vietate in alcuni periodi dell’anno.

Problematiche note che si vogliono far conoscere fuori dai confini nazionali, per cercare di salvare la produzione del noto prodotto tipico calabrese conosciuto dalle nostre parti come caviale di Crucoli dove quest’anno la Sagra, che si svolge ogni anno ad agosto, sin dagli anni Settanta, quando venne ideata ed organizzata dalla Proloco, non c’è stata a causa delle norme che vietano gli assembramenti.

A parlare di sardella sono i pescatori, nel porto della vicina Cariati e gli abitanti di Crucoli sotto le mura del castello medievale mentre, è ancora un miraggio la creazione di un porticciolo turistico per Torretta. Uomini e donne raccontano dei problemi legati alle restrizioni, volute dall’Unione europea, in merito alla pesca del novellame, che è alla base del prodotto ittico, condito con peperoncino e finocchietto selvatico, che si consuma sulle fette di pane con olio d’oliva, cipolla, uova, o per condire la pasta, in una moltitudine di ricette e varianti tipiche della tradizione culinaria locale che si arricchisce delle incursioni ed invenzioni gastronomiche più recenti.

Parlano di resistenza e di contrabbando i pescatori che considerano la sardella il loro “sangue” e fonte di sostentamento economico mentre, nel borgo, definito “villaggio” dalla giornalista belga, Valérie Dupont, si illustrano le fasi di preparazione e si parla di “pesciolino” che deve avere “un vestito” di due centimetri massimo per essere utilizzato e si racconta come una volta si mangiasse “per fame” il prodotto di nicchia che va tutelato, ed oggi, invece è diventato un lusso perché difficile trovare.

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