Domenica, 22 Settembre 2019
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ANIMALI

Immissione di fagiani e lepri nel Vibonese, il Wwf tuona: "Scelta che causa danni"

L’immissione di fagiani, starne e lepri avvenuta nei giorni scorsi in tutto il Vibonese è stata descritta dagli Ambiti di Caccia Territoriali Vv1 e Vv2 come «una festa per l’ambiente, in quanto l’azione non risponde soltanto alle esigenze venatorie, ma anche al mantenimento dell’equilibrio naturale».

Di tutt’altro parere il dottor Pino Paolillo, storico esponente del Wwf provinciale, il quale asserisce: «I ripopolamenti hanno prodotto già fin troppi “guasti”, per cui sono da eliminare». Paolillo, infatti, attenendosi a plurimi studi scientifici, rimarca che le azioni in questione non producono alcun beneficio per la natura, bensì danni ecologici, pericoli sanitari, costi esorbitanti: sono, dunque, un’inutilità perniciosa per tutti.

La prova evidente del fallimento dei ripopolamenti, secondo Paolillo, è da ricercare nel fatto che le zone oggetto del ripopolamento sono sempre le stesse, perché in breve tempo risultano svuotate in toto. «Ciò accade - spiega - sia perché la mortalità naturale di animali selvatici dopo il rilascio tocca punte elevatissime, sia perché i pochi sopravvissuti vengono sterminati subito dopo l’apertura della caccia. Cinghiali a parte, visto il guaio provocato dagli allegri e irresponsabili lanci degli anni passati, all’epoca benedetti da tutti».

Per sfuggire al bracconaggio o per evitare di ingrassare le volpi, i fagiani, stando alle esperienze avute da Paolillo, si riversano nelle strade (non è difficile incontrarli per le vie dell’Angitola, dove gli automobilisti sono costretti a rallentare per non investirli) o addirittura nei centri abitati. Risale a due giorni fa l’avvistamento di un fagiano sulla chiesa di San Giorgio, a Pizzo Calabro; nelle campagne di San Gregorio d’Ippona, invece, uno di questi animali ieri mattina è stato salvato dall’aggressione di un cane.

«Anche noi del Wwf - ricorda Paolillo - durante le nostre feste liberiamo animali, ma lo facciamo affinchè vivano, non per essere presi a fucilate dopo un mese. Le immissioni effettuate dagli Aa.Tt.Cc., più che una festa per l’ambiente significano “fare la festa agli animali”».

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