Mercoledì, 08 Dicembre 2021
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SANITÀ

Trapianti di rene in Calabria, Aned: ingiustificabile diminuzione

«Ennesima vergogna della sanità che, seppure dotata di 12 reparti di anestesia e rianimazione e 2 poli di trapianto renale è incapace di soddisfare le necessità dei suoi cittadini»
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Un apparecchio per la dialisi

«I dati consuntivi del 2020 relativi ai trapianti renali in Calabria evidenziano una significativa ingiustificabile diminuzione: solo 23 trapianti contro i 40 (-42,5%) di anno precedente corrispondente circa all’1 % del totale nazionale. Una vera débâcle! Ennesima vergogna della sanità che, seppure dotata di 12 reparti di anestesia e rianimazione - dei quali operativi sono solo gli Hub di Reggio, Cosenza e Catanzaro - e 2 poli di trapianto renale è incapace di soddisfare le necessità dei suoi cittadini!». Lo ha affermato, in una nota, il vicesegretario nazionale dell'Aned, Pasquale Scarmozzino.«

Se gli obiettivi preventivati con DCA 167 del 2018 sono irraggiungibili a chi giova mantenere due poli trapianto? Quando il silente direttore Dipartimento Tutela della Salute, Francesco Bevere, e il silente commissario ad acta, Guido Longo, pensano di intervenire? Da anni - ha proseguito -  denunciamo le cause di questo fallimento: scarso procurement organi e inefficienza del sistema. E mentre la Calabria arranca, altre regioni italiane pur colpite dalla pandemia in modo rilevante raggiungono risultati da record. In Calabria, anche per trapianto di rene da vivente con donatore familiare non bastano 24 mesi la dove – Bologna – bastano meno di 2 mesi. Nostra paziente della Locride, per tale ritardo è stata costretta intanto a ricorrere alla dialisi - peggiorando le sue già precarie condizioni per evidenti emergenti comorbilità - e, per questo, costretta a iscriversi al centro di Bologna per velocizzare il trapianto, poi eseguito con successo il 17 febbraio scorso dopo solo un mese e mezzo di attesa! La sfiducia per questo farraginoso sistema impone quella vituperata emigrazione sanitaria, che fa comodo solo a politici inconcludenti. Nell’incontro del quattro ottobre 2020 con direttore Francesco Bevere in Dipartimento, avevamo sollecitato pochi ma significativi interventi: trapianti, equa distribuzione dei posti reni artificiali e   trasporti dializzati. Da allora nulla è cambiato! E, intanto, assistiamo alla dipartita di dializzati, ultimo a Polistena, per rilevanti comorbilità ma con aggiuntivi patemi e disagi fisici per le troppe incrostazioni del sistema sanitario che, ne il direttore Dipartimento Tutela della Salute, ne il commissario ad acta e tantomeno il “governatore per caso” Nino Spirlì sanno risolvere con i necessari improcrastinabili interventi di loro competenza».

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