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Europee, si "balla" la danza del proporzionale. In Calabria lotta interna al centrodestra e incognita astensionismo

Sarà una competizione elettorale con una lotta all'ultimo voto tra Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega? La variabile astensionismo potrebbe mutare gli scenari

Sabato 8 e domenica 9 giugno si vota per il rinnovo del Parlamento europeo. Un appuntamento elettorale, quello delle elezioni europee, poco sentito dalla gente comune, da quell'italiano medio che vede lontanissima l'Europa, che non percepisce l'importanza del voto europeo. Un po' per una visione troppo provinciale della vita politica, sociale ed economica ancora troppo ancorata a dinamiche interne, un po' perchè la politica nostrana fa poco o nulla per interagire con cittadini ed elettori su tematiche legate al voto di giugno.

Il rischio astensionismo è molto alto. Ma se agli italiani l'appuntamento elettorale non stuzzica l'entusiasmo, per i partiti, invece, si tratta di un importantissimo banco di prova. A livello nazionale è il primo vero test importante per il governo dopo le elezioni politiche del settembre 2022 che hanno incoronato Giorgia Meloni. Ma anche a livello regionale, e in questo caso il nostro focus va sulla Calabria, si tratta di un appuntamento molto importante, una sorta di "tagliando" anche per il governo di centrodestra guidato da Roberto Occhiuto. Sebbene, non si possano mettere in comparazione due competizioni elettorali molto diverse come le europee e le regionali, si tratta però di un appuntamento fondamentale per molti schieramenti in campo. Partiti che stanno al governo della regione e che stanno all'opposizione hanno l'opportunità di potenziare in un caso e rimontare nell'altro. La nostra attenzione è diretta attorno a due variabili molto interessanti in gioco: l'astensionismo e la competizione elettorale tutta interna al centrodestra calabrese. Si vota, infatti, con un sistema proporzionale puro, con soglia nazionale di sbarramento al 4%.

La lotta interna al centrodestra

Con un sistema proporzionale vengono meno le alleanze. E allora spazio alla lotta interna tra partiti e in Calabria, probabilmente, sarà una lotta all'ultimo voto tra Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega. Gli azzurri hanno candidato la vicepresidente della Giunta regionale Giusi Princi. Nei mesi scorsi si era parlato di una possibile candidatura dell'assessore all'Agricoltura Gianluca Gallo, re delle preferenze alle ultime regionali con oltre 21mila voti. Ma alla fine Gallo ha tenuto la barra dritta e ha deciso di rimanere fermo al suo posto. Il governatore Occhiuto sa di giocarsi una partita importante sia nell'ambito della politica regionale, sia perchè da vicesegretario del partito vuole dimostrare che la Calabria può essere una delle prime, se non la prima, regioni in termini di consensi a Forza Italia. Rispetto al 2021, Occhiuto ha però perso due consiglieri regionali di peso: Giuseppe Mattiani (in provincia di Reggio Calabria) e Katya Gentile (in provincia di Cosenza) sono entrambi passati con la Lega. A dare man forte ad Occhiuto in questa tornata elettorale europea ci saranno i vari Gallo, Caputo, Straface (candidata a sindaco a Corigliano Rossano), in provincia di Cosenza. E poi i vari Comito e Talerico (tornato in Forza Italia dopo essere stato nel gruppo Misto) nell'area centrale della Calabria (Catanzaro-Crotone-Vibo). In provincia di Reggio ecco i vari Cirillo, Crinò e Giannetta (oltre ovviamente ai consensi legati al deputato e coordinatore regionale del partito Francesco Cannizzaro). Chi non vuole stare a guardare è la Lega. La candidatura del presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, sta creando non pochi grattacapi ad Occhiuto soprattutto nell'area di Catanzaro e provincia. Il partito di Salvini, con la candidatura anche della deputata Simona Loizzo, è pronto a giocarsi le proprie carte e gli arrivi di Mattiani e Gentile potrebbero dare una grande mano nell'area della Piana di Gioia Tauro e nel Cosentino. C'è poi Fratelli d'Italia: il partito in questo momento più forte d'Italia (stando ai sondaggi attuali e ai numeri delle ultime elezioni politiche) punta tutto sulla forza di traino dovuta alla candidatura del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In Calabria c'è poi candidata la consigliera regionale Luciana De Francesco, e, soprattutto, l'europarlamentare uscente Denis Nesci che punta alla rielezione a Strasburgo. Ecco perchè la partita interna al centrodestra è tutta da giocare con i tre partiti pronti a darsi filo da torcere. Di seguito, ecco un riepilogo delle forze in campo rispetto alle ultime elezioni europee del 2019 (la comparazione deve tenero conto del fatto che sono passati cinque anni, un arco temporale ormai lunghissimo in politica), alle elezionali regionali del 2021 e alle elezioni politiche del 2022.

Elezioni europee 2019

Lega Salvini Premier: 22,61% (164.915 voti)
Forza Italia: 13,32% (97.135 voti)
Fratelli d'Italia: 10,26% (74.835 voti)

Elezioni regionali 2021

Forza Italia: 17,31% (131.882 voti)
Fratelli d'Italia: 8,70% (66.277 voti)
Lega Salvini Calabria: 8,33% (63.459 voti)

Elezioni politiche 2022 (Camera)

Fratelli d'Italia: 18,98% (136.746 voti)
Forza Italia: 15,64% (112.643 voti)
Lega per Salvini Premier: 5,72% (41.195 voti)

La variabile astensionismo

Tra gli aspetti che andranno maggiormente considerati c'è quello legato all'astensionismo. Le competizioni elettorali vedono sempre di più assottigliarsi la partecipazione elettorale dei cittadini e i dati sono sempre più allarmanti. Ecco i dati relativi alla partecipazione elettorale nelle tre elezioni più recentu (europee 2019, regionali 2021 e politiche 2022).

Elezioni europee 2019

Alle elezioni europee del 26 maggio 2019, gli elettori in Calabria erano 1.771.206. I calabresi che andarono a votare furono appena 779.192, pari al 43,99%.

Elezioni regionali 2021

Alle elezioni regionali del 3 ottobre 2021, gli elettori in Calabria erano 1.890.732. I calabresi che andarono a votare furono 838.691, pari al 44,36%.

Elezioni politiche 2022 (Camera)

Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022, gli elettori in Calabria erano 1.496.834. I calabresi che andarono a votare furono 760.354, pari al 50,80%.

 

 

 

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