Giovedì, 02 Febbraio 2023
stampa
Dimensione testo

Politica

Home Politica Autonomia, la strada è in salita. Calabria spaccata sulla riforma
IL DOCUMENTO

Autonomia, la strada è in salita. Calabria spaccata sulla riforma

di
La bozza presentata dal ministro Calderoli ridisegna i poteri della Regioni
Calabria, Politica
Palazzo Campanella a Reggio, sede del Consiglio regionale della Calabria

Osteggiata dal centrosinistra, considerata un’opportunità dal centrodestra. Siamo ancora alla bozza, eppure la riforma della riforma dell’autonomia differenziata già divide. Il testo presentato dal ministro leghista Roberto Calderoli alle Regioni consta di 7 articoli e punta a valorizzare il ruolo degli enti locali all’interno dell’ordinamento nazionale. Nella bozza della legge-quadro, che aggiorna quella presentata dall’ex ministra Maria stella Gelmini la scorsa settimana, si citano quattro materie (la scuola, la sanità, l’ambiente e le politiche del lavoro) sulle quali verrà aperta la trattativa. Ci sono i soldi, cioè i tributi, con i quali le Regioni dovranno arrangiarsi a gestire le maggiori competenze attribuite dalla legge: in base ai costi standard, la Calabria riceverà quanto erogato da Roma, e il vantaggio/svantaggio (guadagno o taglio) sarà sull’efficienza della prestazione dei servizi. Resta per ora il caposaldo della spesa storica, contestata dalle Regioni del Nord, in attesa che il governo completi la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni sulle materie più sensibili: ciò dovrebbe consentire ai territori più “virtuosi” di ottenere un aumento delle somme destinate alla prestazione, anche perché la spesa storica è più alta al Sud. Il testo potrebbe essere un assist al Parlamento affinché provveda, entro un anno, a determinare i livelli di prestazioni.
Il centrodestra calabrese, guidato da Roberto Occhiuto, intende accettare la sfida lanciata dal governo e provare a trarre qualche beneficio dalla riforma tanto cara al Carroccio. La Calabria, sottolinea il presidente della Regione, «produce molta più energia rispetto a quella che consuma, ma i miei cittadini pagano le bollette elettriche allo stesso modo dei cittadini di altre Regioni che producono meno energia. Eppure produciamo una percentuale molto più alta di energia da fonti rinnovabili e dall’idroelettrico. Perché la mia Regione non può, dunque, tenere per sé i maggiori introiti fiscali derivanti da una maggiore produzione di energia alternativa?». Sul punto Calderoli, che probabilmente incontrerà oggi lo stesso Occhiuto, si è detto disponibile a trattare.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Calabria

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook