Martedì, 31 Gennaio 2023
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Politiche in Calabria, i peones locali e il miraggio del 3%: sogni, ansie e timori per un seggio

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Il poco tempo a disposizione alimenta le paure di chi teme un flop. L’accesso in Parlamento solo a chi supera la soglia di sbarramento. La battaglia al proporzionale è per 8 posti alla Camera e 4 al Senato
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Convincere gli indecisi, lavorare sulle sacche di astensionismo presenti tanto nelle città quanto nelle periferie. Fosse per loro, la campagna elettorale andrebbe condotta con il più classico dei porta e porta. La realtà, però, indica un tempo relativamente breve per catalizzare consensi. E allora ai peones calabresi non resta che puntare sulle loro armi migliori e sperare in una serie di complicati incastri inseriti nell’attuale legge elettorale per sperare di ottenere un seggio nel prossimo Parlamento.
Il miraggio del 3 per cento toglie il sonno a molti dei protagonisti delle forze minori presenti ai nastri di partenza di questa atipica corsa al voto. A destra, per esempio, sogna l’exploit Massimo Cristiano, ex consigliere comunale di Lamezia Terme che corre con Italexit dopo averci provato la scorsa volta con Casapound. I Moderati del centrodestra tradizionale sperano nel traino dei partiti principali per riaffermare una propria presenza nei due rami del Parlamento. Nino Foti, già deputato del Popolo della Libertà, è l’alfiere della lista alla Camera, Francesco Bevilacqua - ex parlamentare di An - il numero uno al Senato.
Al centro, in posizione equidistante dai principali schieramenti, c’è il Terzo polo. E anche se il listino bloccato per la Camera è guidato da Maria Elena Boschi - l’ex ministra corre pure in altre circoscrizioni, dunque potrebbe non optare per la Calabria in caso di buon risultato della lista -, può coltivare buone ambizioni anche Ernesto Magorno, senatore detentore del verbo renziano a queste latitudini. Al Senato, invece, esordio non senza qualche apprensione per Fabio Scionti, ex sindaco di Taurianova e fedele custode dell’ortodossia calendiana.

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