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La tutela del mare in Calabria, Tommasi: "Bene Occhiuto, ma occorre una strategia complessiva"

L'ex assessore regionale all’Ambiente e attuale presidente di Alleanza ecologica: "L’ordinanza che ha firmato per lo smaltimento dei fanghi dagli impianti di depurazione è un provvedimento che da solo non basta"

«Non sarà facile, né i risultati saranno raggiunti in tempi brevi, però c’è da registrare la forte presa di posizione del presidente Occhiuto per quanto riguarda la salute del mare calabrese». È quanto si legge in un comunicato a firma di Diego Tommasi, ex assessore regionale all’Ambiente e attuale presidente di Alleanza ecologica.

«L’ordinanza che ha firmato per lo smaltimento dei fanghi dagli impianti di depurazione – sostiene Tommasi - ne è la conferma, un problema atavico che fu affrontato nel 2006 dalla giunta Loiero per un breve periodo, ci sorprende che qualche luminare se ne sia accorto solo oggi».

«Da solo questo provvedimento non basta - aggiunge - va bene la pulizia dei fiumi che sfociano a mare ma occorre una strategia complessiva. Secondo noi il sistema depurativo è carente, soprattutto nelle aree interne della Calabria, pertanto si rende necessario un intervento di bonifica dei bacini idrografici opportunamente individuati e delimitati». «La Regione Calabria – continua Tommasi - dovrà chiedere a tutti i comuni calabresi quante sono le unità immobiliari non allacciate alla rete fognaria ed avviare un piano infrastrutturale adeguato alle esigenze territoriali. Nel momento in cui il sistema depurativo andrà a regime, affinché ci sia una tranquillità di gestione si dovrà affrontare l’annoso problema che è stato da sempre il punto debole per chiudere il ciclo, cioè la tariffazione e la riscossione dei tributi».

«La politica europea e nazionale che governa la tutela del mare, delle sue coste, dei suoi fondali e delle specie marine che lo popolano trae origine sostanzialmente da due importanti direttive comunitarie - sulla strategia per l’ambiente marino e direttiva habitat, non da ultimo si ricorda il cosiddetto Piano di tutela delle acque che persegue l’obiettivo di tutelare e valorizzare le acque costiere del nostro territorio».

«Insomma un corposo contesto normativo volto alla tutela e valorizzazione dell’ambiente marino che vede la Regione Calabria svolgere un ruolo fondamentale e di assoluta valenza naturalistica».

«Gli studi in corso da parte dell’Arpacal, condotti secondo standard ministeriali e metodiche ufficiali, attestano nella nostra regione la presenza di biocenosi di pregio (coralligeno, maerl, Posidonia oceanica, etc). È condizione d’obbligo quindi implementare azioni di bonifica dei fondali con l’obiettivo di ripristinare, per quanto possibile, la naturalità dei fondali marini deturpati dalla presenza di corpi estranei e rilasciati nel corso degli anni dall’uomo».

«Un’impresa immane che bisognerà pur avviare, magari partendo da aree pilota di pregio con l’ormai improcrastinabile obiettivo di difendere e valorizzare l’indubbia vocazione naturalistica dei mari della Calabria».

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