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ELEZIONI

Irto ragiona già da leader del Pd Calabria. La vera partita è il post-congresso

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Nel fine settimana l’appuntamento con gli iscritti ma l’esito è scontato

Il Pd calabrese torna a celebrare un congresso a otto anni di distanza dall’ultimo che incoronò alla segreteria Ernesto Magorno. Quella volta l’elezione arrivò al termine di un testa a testa con Massimo Canale. Stavolta non ci sarà nemmeno suspense: l’unico candidato alla segreteria è Nicola Irto. Scontato l’esito delle assise: l’attuale capogruppo dei dem in Consiglio regionale diventerà così il quarto segretario eletto nella breve (ma tribolata) vita del Pd calabrese. Prima di lui, e al netto delle varie e deficitarie gestioni commissariali (targate Musi, D’Attorre, Graziano) era toccato a Marco Minniti, Carlo Guccione e, appunto, a Magorno. L’accordo unitario - complice l’esclusione al fotofinish di Mario Franchino - è stato incentivato da Roma. Il segretario nazionale, Enrico Letta, intende replicare a queste latitudini quanto realizzato in Veneto con la promozione a leader dell’ex sottosegretario Andrea Martella, ovvero avviare la ricostruzione del partito attorno a una figura ritenuta “spendibile” in termini di immagine e consistenza politica. Per Irto, però, si dipana una strada non priva di insidie. Serviranno tempi e azioni concrete per dimostrare che quella realizzata attorno al suo nome non è una semplice operazione di maquillage come le tante viste nel corso degli ultimi anni in casa del Pd calabrese.

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