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Calabria: prove (avanzate) di riconciliazione tra il Pd e i bersaniani di Articolo 1

Il coordinatore calabrese Liguori: «Se si fa la sinistra, noi ci siamo. Ma i dem smettano di inseguire l’autarchia»

La scissione della sinistra guidata da Pierluigi Bersani nel 2017 si è quasi ricomposta. Quattro anni dopo, il mondo è cambiato. Matteo Renzi ha lasciato il Pd, al Nazareno il leader è Enrico Letta. L’orizzonte è un nuovo centrosinistra, un obiettivo da raggiungere attraverso una discussione in tutto il Paese con le Agorà aperte a chi è interessato. E se nei giorni scorsi Bersani e l’attuale ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno ufficializzato la loro adesione all’iniziativa, stavolta tocca a Berto Liguori, coordinatore di Articolo 1 in Calabria, spiegare i motivi di una scelta destinata a segnare un nuovo inizio. La cartolina e lo slogan che i bersaniani lanciano, infatti, è proprio: «Se si fa la sinistra, noi ci siamo». L'approdo ovviamente non è scontato. Lo conferma anche Liguori. E tuttavia nella scommessa di un centrosinistra come il segretario dem lo sta immaginando - dentro Conte e il M5S, fuori Renzi - Articolo 1 c'è e ci sarà. «Crediamo che le Agorà - argomenta il coordinatore calabrese - possano rappresentare uno straordinario momento per ricostruire di un nuovo centrosinistra nel Paese e in questa regione».

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