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ELEZIONI

Regionali, appello alle urne per 1,8 milioni di calabresi

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Occhi puntati sull’affluenza: nel 2014 e nel 2020 si è fermata molto al di sotto del 50%

Urne aperte in Calabria oggi, dalle 7 alle 23, e domani, dalle 7 alle 15, per eleggere il nuovo presidente della Giunta e i rappresentanti in Consiglio regionale. Gli aventi diritto sono oltre 1,8 milioni e l’attesa è puntata sulla partecipazione che nelle ultime due volte si è fermata molto al di sotto del 50%. Si tratta di un test politico importante che potrebbe avere ripercussioni anche su scala nazionale. Il ritorno alle elezioni si è reso inevitabile dopo la prematura scomparsa di Jole Santelli, prima donna, nel 2020, a ricoprire l’incarico di presidente. Dal 15 ottobre 2020, giorno della morte di Santelli, il ruolo di presidente facente funzioni, è stato assunto da Nino Spirlì (Lega) che la governatrice aveva nominato come suo vice all’atto dell’insediamento della Giunta. La pandemia ha allungato i tempi della reggenza e impedito un rapido ritorno alle urne: così, a conti fatti, Spirlì ha guidato la Regione per un anno.

Ai seggi, in che modo?

Gli elettori dovranno presentarsi al seggio con documento d'identità e tessera elettorale. La regione è divisa in tre circoscrizioni elettorali: Nord, che comprende i comuni della provincia di Cosenza; Centro per i comuni delle province di Catanzaro, Crotone e Vibo; Sud, che comprende i comuni della Città metropolitana di Reggio. È eletto presidente della Regione chi ottiene il maggior numero di voti, non è previsto il ballottaggio. A sedere a Palazzo Campanella, oltre al presidente della Giunta, ci saranno trenta consiglieri regionali. Il voto avviene su un'unica scheda.

Come si vota

I calabresi potranno esprimere il loro voto tracciando un segno solo sul nome del candidato alla carica di presidente della Giunta regionale; tracciando un segno sul simbolo di una lista (in questo caso, il voto è considerato valido non solo per la lista ma anche per il candidato alla presidenza) oppure tracciando un segno sia per il candidato presidente sia per una lista. Per scegliere i candidati alla carica di consigliere regionale è possibile esprimere due preferenze ma di genere diverso, pena l'annullamento della seconda. La soglia di sbarramento per le liste è al 4 per cento e non è ammesso il voto disgiunto. Per le coalizioni, invece, la soglia per accedere alla ripartizione dei seggi è fissata all’8%. Per votare non sarà obbligatorio il green pass, mentre dovrà essere sempre indossata la mascherina.

Doppia preferenza di genere

Oggi e domani sarà la prima volta in cui si potrà esprimere una doppia preferenza: l’elettore può votare due candidati nella stessa lista a patto che siano di genere differente, pena l’annullamento del voto. Sono anche previste le quote di genere: nelle liste è obbligatorio che ci sia almeno il 40 per cento di candidati di genere differente. Finora l’aula di Palazzo Campanella non ha brillato per presenza di donne. Nel 2020 ce l’hanno fatta solo due: Tilde Minasi (Lega) e Flora Sculco (Democratici Progressisti). Sarà la volta buona per eleggerne un numero maggiore?
A Reggio tante assenze nei seggi Sono giunte ieri sera notizie su alcune difficoltà, registrate a Reggio Calabria città, nell’insediamento dei seggi a causa della mancata presentazione dei presidenti incaricati e di tanti scrutatori. Si è lavorato a lungo per le sostituzioni.

I rapporti di forza in Aula

Stravincere le elezioni potrebbe non essere “conveniente”. Paradossi di una legge elettorale, quelle in vigore in Calabria, da sempre foriera di spunti per analisti e addetti ai lavori. Tra le pieghe del testo più volte emendato nel corso degli anni, c'è una previsione davvero singolare: se le liste di coalizione superano il 60 per cento dei voti - per la cronaca, è accaduto soltanto nel 2005 con il successo del centrosinistra targato Agazio Loiero - non potrà godere a pieno del premio di maggioranza. In buona sostanza, i sei seggi assegnati con il sistema maggioritario verrebbero divisi con il resto delle opposizioni. Tutto ciò per non alterare i rapporti di forza all'interno dell'assemblea: due terzi dei 30 seggi in palio toccano alla maggioranza, il resto alla minoranza.

Amministrative in 82 centri

Sono 82 i comuni calabresi chiamati al voto sempre oggi e domani per le Amministrative. Sette quelli sciolti per infiltrazione mafiosa: cinque in provincia di Reggio Calabria e due nel Crotonese. La sfida più importante si gioca a Cosenza (8 in lizza), unico capoluogo alle urne. Anche a Siderno, che ha una popolazione superiore a 15mila abitanti, c’è la possibilità del turno di ballottaggio nel caso in cui nessuno dei candidati a sindaco dovesse stavolta raggiungere la maggioranza assoluta dei consensi. E solo nel capoluogo bruzio e a Siderno sarà possibile, per gli elettori, esercitare il voto disgiunto, ovvero la possibilità di votare per un consigliere di una lista e un sindaco di una coalizione differente.

Si torna ai seggi, ma solo in quattro sezioni, pure a Lamezia Terme dopo alcune irregolarità nelle precedenti consultazioni rilevate dai magistrati del Tar. Il risultato delle elezioni non influirà sul ritorno in sella del sindaco Paolo Mascaro ma servirà a sancire la fine del commissariamento in una della più grandi città calabresi.

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