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Regionali Calabria, l’Antimafia tiene ancora le carte coperte: 5 i candidati “impresentabili”

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Lo screening ha riguardato 11 raggruppamenti calabresi e tre di altre città. Elenchi incompleti e parenti in lista: le scappatoie per evadere i controlli
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Palazzo San Macuso (Antimafia)

Nessun nome e nemmeno sigle di partito, ma un primo responso c’è: sono cinque i candidati giudicati “impresentabili” dalla commissione parlamentare Antimafia e in lizza alle prossime elezioni. Non è dato sapere se tutti i bocciati - non si tratta, si badi bene, di una sentenza d’incandidabilità - appartengano a liste calabresi, qualcuno sicuramente sì. La commissione bicamerale, guidata dal senatore Nicola Morra e che ieri si è riunita a Palazzo San Macuto, in collaborazione con la Direzione nazionale antimafia e le Procure distrettuali, ha passato in rassegna le pre-liste presentate (l’adesione all’iniziativa era facoltativa) nei termini stabiliti. Per le Regionali in Calabria undici liste hanno presentato i loro nominativi: Coraggio Italia, Fratelli d'Italia, Noi con l'Italia, Forza Azzurri, Forza Italia, Occhiuto Presidente, Lega, Udc, Tesoro Calabria, Calabria Libera, M5S. Per le Comunali a Roma solo la lista del M5S così come per Latina. Per Napoli solo la lista di Fratelli d’Italia.
Controlli aggirati? La norma introdotta per consentire la sostituzione in tempo utile di candidati eventualmente ritenuti “impresentabili”, però, presenta diversi buchi”. Alcune liste, tra quelle esaminate, sarebbero incomplete. Nulla vieta che adesso possano essere riempite con nominativi tirati fuori all’ultimo momento, così da aggirare il controllo preventivo dell’Antimafia.
L’altra particolarità riguarda la presenza, in qualche caso, negli elenchi di congiunti di candidati giudicati “impresentabili”. È un modo per salvare la forma, e non modificare la sostanza perché i consensi provenienti da quei soggetti “attenzionati” dagli organi inquirenti sarebbero comunque sfruttati dalla coalizione e dal candidato alla presidenza della Regione.
Le eccezioni possibili Lo stop della commissione Antimafia equivale a uno stop per coloro che ambiscono a un seggio in Consiglio regionale? Sì, ma fino a un certo punto. Roberto Occhiuto, candidato a governatore per il centrodestra, ha fatto sapere di voler seguire le indicazioni provenienti dalla commissione, tranne in qualche caso: «Farò, se ci dovesse essere necessità, solo qualche eccezione sul reato di abuso d’ufficio perché a livello nazionale il centrodestra è impegnato per impedire, ad esempio, che i sindaci che a volte vengono perseguiti per abuso d’ufficio, per responsabilità oggettive e non soggettive, siano inseguiti da problemi che non meritano di vivere».
Liste civiche salvacodotto? Per evitare due pesi e due misure, con candidati bocciati a Roma e promossi a Catanzaro, si potrebbe ricorrere all’inserimento dei candidati “borderline” in liste civiche non rappresentate in Parlamento. Si eviterebbe così l’imbarazzo di giustificare tali scelte con i referenti nazionali dei principali partiti. Occorre comunque sottolineare che a liste poi ufficialmente presentate l’Antimafia potrà riservarsi di analizzare ogni candidatura, comprese quelle del centrosinistra. In questa prima fase, infatti, quasi tutto lo schieramento guidato da Amalia Bruni ha deciso di non aderire alla procedura voluta dalla commissione bicamerale.

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