Martedì, 03 Agosto 2021
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Lo strappo di FdI riapre i giochi. La Calabria come l’Ohio italiano

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Situazione anomala nel centrodestra attraversato da tensioni e veleni. Meloni non accetta più un ruolo ancillare per il proprio partito. I vertici dell’Udc a Crotone per battezzare la “prima” di Sculco

La situazione è anomala nel centrodestra calabrese. Lo strappo di Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni pronta a ritirare il sostegno del suo partito alla candidatura a governatore del forzista Roberto Occhiuto, ancora non è stato ricucito. «Più tempo passa e più diventa complicato ripianare la situazione», confessa uno dei pontieri della coalizione calabrese.

Il capogruppo degli azzurri a Montecitorio è stato individuato per rappresentare tutto il centrodestra ma adesso, dice la presidente di Fratelli d’Italia, quel criterio è stato messo in discussione: «Se le regole sono saltate, va fatta una valutazione su quale sia il candidato più competitivo. Su questo stiamo discutendo al nostro interno». La carta Wanda Ferro è più di un’ipotesi per provare a smuovere le acque e mandare un segnale agli alleati dopo lo “sgarbo” sul Cda Rai, con il candidato individuato dai meloniani impallinato dal fuoco amico.

Meloni non può accettare che quello che forse è in questo momento il partito più forte del centrodestra in Calabria, venga ridotto a funzioni ancillari e per questo agita la carta della candidatura autonoma, sganciata dal resto della coalizione.

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