Sabato, 25 Settembre 2021
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L'AFFONDO

Il "silenzioso" rientro di Talarico in giunta, Primavera della Calabria "bacchetta" Spirlì

Non è stata fatta alcuna comunicazione al consiglio regionale, non una nota stampa, nulla di nulla che abbia a che fare con quei doveri di trasparenza e comunicazione pubblica che ogni istituzione democratica dovrebbe avere
Calabria, Politica
L’ex assessore regionale Franco Talarico all'arrivo in tribunale

Primavera della Calabria all'attacco di Talarico. "Apprendiamo dalla stampa che, dalla scorsa settimana, l’assessore Franco Talarico, sospeso dalla presidenza del consiglio dei ministri per effetto della legge Severino a seguito dell’inchiesta della DDA di Catanzaro “Basso profilo”, dopo la revoca degli arresti domiciliari da parte del Gip del Tribunale di Catanzaro, avrebbe ripreso regolarmente a partecipare alle riunioni della giunta regionale ritornando nei fatti a svolgere il suo ruolo di assessore al bilancio e al personale - scrivono in una nota i rappresentanti del laboratorio politico - La giunta di centrodestra di Spirlì ha fatto tutto come da copione, secondo quelle logiche autoreferenziali e immobili del centrodestra calabrese, espressione di una certa politica regionale che fa le cose ma è bene che non si sappiano: non è stata fatta nessuna  comunicazione al consiglio regionale, non una nota stampa, nulla di nulla che abbia a che fare con quei doveri di trasparenza e comunicazione pubblica che ogni istituzione democratica dovrebbe avere".

Si è trattato di "Un reintegro nottetempo, quasi una sorta di blitz di cui il presidente Spirlì si è guardato bene di dare comunicazione ai cittadini calabresi - continuano - certamente sull’argomento non ha fatto una diretta facebook, come le tante a cui ci ha tristemente abituato in questi mesi. Non entriamo minimamente nel merito del procedimento giudiziario dell’inchiesta “Basso Profilo” che si svolgerà nei prossimi mesi e nell’ambito del quale Talarico, come tutte le altre persone coinvolte, potranno dimostrare eventualmente la loro estraneità ai fatti. Così come non discutiamo della legittimità o meno del rientro in giunta di Talarico a seguito della revoca dei domiciliari. E’ evidente a tutti però che esiste una questione etica e di opportunità politica di estremo rilievo rispetto alla quale i cittadini calabresi devono essere informati! E’ questo il senso delle istituzioni e il rispetto dei cittadini calabresi da parte di questo centrodestra? Che credibilità ha una classe politica per la quale le istituzioni hanno entrate a porte girevoli, si entra e si esce come se nulla fosse senza neppure informare la massima assemblea democratica regionale e i cittadini?

L’opposizione in consiglio regionale esiste ancora o le questioni “etiche” non sono nell’agenda della prossima campagna elettorale? La credibilità di una classe politica si misura nelle scelte concrete, non a parole o a proclami. Scelte di assoluta assenza di trasparenza e politicamente inopportune come questa, purtroppo con il silenzio complice della presunta opposizione, ci danno un’idea di cosa potrebbe succedere se malauguratamente il prossimo autunno questo centrodestra calabrese, “sempre uguale a se stesso”, dovesse ritornare alla guida della Regione. Il tempo è scaduto. La Calabria ha bisogno urgente di essere rappresentata da una classe politica autorevole e credibile per affrontare le sfide dei prossimi anni. Diciamo no all’eterno ritorno dell’uguale, diciamo no al centrodestra “gattopardesco” che, come già trapela delle indiscrezioni, vuole riproporre gli stessi impresentabili e le stesse vecchie logiche alla guida della Regione".

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